Energia, Sferro, sull'Etna la prima Comunità rinnovabile isolana - QdS

Energia, Sferro, sull’Etna la prima Comunità rinnovabile isolana

redazione web

Energia, Sferro, sull’Etna la prima Comunità rinnovabile isolana

martedì 16 Febbraio 2021 - 06:08

Grazie al Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale, dal Catanese un progetto pilota che consentirà di sfruttare l’elettricità ricavata da queste fonti anche da chi non possiede un impianto di produzione. L'incontro tra il commissario Nicodemo e il sindaco di Paternò, Naso

Un progetto pilota quello che il Consorzio di Bonifica della Sicilia Orientale farà partire da Sferro, una frazione del Comune di Paternò in provincia di Catania.

Infatti, grazie all’iniziativa del commissario straordinario, Francesco Nicodemo, in sinergia con l’amministrazione comunale patenese, guidata dal sindaco Antonino Naso, a Sferro si costituirà la prima Comunità energetica rinnovabile in Sicilia e una delle prime in Italia.

Il Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale ha dato mandato alla start-up innovativa Macs di effettuare un’analisi di fattibilità per la sua attivazione.

In tal modo sarà quindi possibile sfruttare l’energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili non solo per chi possiede un impianto di produzione.

La Comunità è infatti un gruppo a partecipazione volontaria e autonoma, i cui membri (persone fisiche, piccole e medie imprese ed enti territoriali), tutti di una ben determinata zona, decidono di costituirsi in forma giuridica allo scopo di produrre e condividere energia rinnovabile per trarne benefici ambientali, economici e sociali, senza scopo di lucro.

Il commissario Nicodemo ha affettuato un soprallugo a Sferro insieme al sindaco di Paternò, Antonino Naso, accompagnato dal vicesindaco Ignazio Mannino e dall’assessore Luigi Gulisano, e all’Energy Manager Mirko Alvano, per incontrare residenti e imprese della zona.

“Come Consorzio di Bonifica – ha affermato il Commissario Nicodemo – siamo sensibili alle politiche relative all’efficientamento energetico e alle produzioni di energie rinnovabili. Stiamo combattendo i forti consumi e i gli alti costi di energia elettrica all’interno dei sei consorzi di bonifica, dove sono presenti parecchi impianti di sollevamento e centrali idrovore. Nell’ambito della programmazione del nostro Ente, stiamo dando vita a questa iniziativa in un piccolo centro strategico come Sferro, sede del nostro principale cantiere a servizio della piana di Catania, dove sono previste le istallazioni di pannelli fotovoltaici e colonnine per la ricarica di auto elettriche. Certamente da questo progetto trarrà beneficio non solo tutta la comunità di Sferro, ma quei soggetti produttivi che ricadono o ricadranno in questo ambito territoriale. L’auspicio – ha continuato Nicodemo – che questa iniziativa possa essere di esempio e nel contempo possa diventare progetto-pilota per altre realtà territoriali”.

“In questo progetto – ha detto Naso – le Istituzioni si mettono insieme per dare risposte concrete. Dimostriamo così una forte attenzione nei confronti di questa zona del nostro territorio che è il collegamento tra la parte centrale del comune e le sue aree agricole. In questo momento di grande difficoltà è importante accendere delle luci”.

“Ringrazio il Consorzio – ha aggiunto il vicesindaco Gulisano – che con questa esperimento, che trova la piena condivisione da parte dell’amministrazione comunale, ha posto l’attenzione sulla necessità di valorizzare il borgo di Sferro che con altre iniziative che presto vedranno la luce diventerà un vero e porprio punto di riferimentoper l’intera area”.

“Siamo molto concentrati su Sferro – ha precisato infine l’energy manager Mirko Alvano – perché, avendo un perimetro ben definito con gli utenti alloccati nella medsima cabina elettrica, risponde perfettamente ai requisiti di base richiesti. Siamo stati rapidissimi nel recepire le nuove norme che stabiliscono il concetto di Comunità energetica che non ha alcuna finalità di lucro”.

Per poter costituire una Comunità è necessario che ogni membro sia titolare di uno o più punti di connessione su reti elettriche di bassa tensione sottesi alla medesima cabina di trasformazione media tensione/bassa tensione (Mt/Bt); la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale o professionale principale dei suoi membri; le Cer producano e condividano energia destinata al consumo dei propri membri; Inoltre gli impianti di produzione di energia elettrica associati ad ogni CER devono essere: alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, delle biomasse, dei gas di discarica, dei gas residuati dai processi di produzione e del biogas); di potenza complessiva non superiore a duecento kWp; di nuova realizzazione ed entrati in esercizio a partire dal primo Marzo 2020; detenuti dalla Cer sulla base di un titolo giuridico anche diverso dalla proprietà (usufrutto, comodato d’uso, etc.); non beneficiari di incentivi Fer, né di meccanismo di Scambio sul posto.
Ogni soggetto che deciderà di aderire alla omunità potrà scegliere la modalità di partecipazione alla stessa secondo i seguenti tre profili:membro produttore e consumatore che produce, autoconsuma e condivide energia elettrica rinnovabile; membro consumatore che consuma l’energia rinnovabile condivisa all’interno della Cer; membro (o soggetto terzo) che produce e condivide energia elettrica rinnovabile.
I vantaggi economici riguardanti tutti i membri della Comunità energetica possono essere così sintetizzati: incentivo per l’energia autoconsumata collettivamente: per ogni kWh di energia autoconsumata dalla CER viene riconosciuto dal GSE un incentivo pari a 0,11 €/kWh per vent’anni; valore dell’energia immessa in rete: per ogni kWh di energia non autoconsumata ed immessa in rete Bt viene riconosciuto dal Gse un corrispettivo pari a 0,05 €/kWh.
I vantagi ambientali sono infine notevoli: per ogni kWh di energia elettrica rinnovabile autoconsumata si evita l’immissione in atmosfera di 0,2848 kg di CO2 (emissioni di CO2 per kWh di energia consumata proveniente da fonti fossili (rapporto ISPRA 303/2019).

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