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Energia, von der Leyen ai 27:ecco le opzioni per ridurre prezzi

Energia, von der Leyen ai 27:ecco le opzioni per ridurre prezzi

Lettera ai capi di governo in vista del Consiglio europeo del 19

Bruxelles, 16 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha inviato una lettera ai capi di governo degli Stati membri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 19 e 20 marzo, con un focus particolare sulla questione del caro energia, uno dei fattori più importanti che influisce negativamente sulla competitività delle imprese, aggravatosi a seguito dell’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, e del conseguente blocco dello stretto di Hormuz.

A parte l’emergenza, comunque, l’Ue ha bisogno di trovare delle soluzioni strutturali che diminuiscano in modo permanente i costi dell’energia, e in particolare dell’elettricità, e su questo von der Leyen propone agli Stati membri una serie di opzioni possibili.

“La questione più urgente, sia dal punto di vista della competitività che dell’indipendenza, è quella energetica, in particolare riguardo al petrolio e al gas”, afferma la presidente della Commissione all’inizio della lettera. “Dal 2021 l’Ue ha compiuto progressi significativi nella diversificazione dell’approvvigionamento energetico e nell’aumento della capacità di energia rinnovabile”, la cui parte nel mix energetico “è passata dal 36% nel 2021 al 48% nel 2025”. Con le rinnovabili “insieme al nucleare, oltre il 70% della nostra elettricità è ora prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio”, anche se ancora “diversi settori, e in particolare i trasporti, rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati”.

“Attualmente – assicura von der Leyen -, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia – rileva -, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili: un chiaro monito sul prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”. E avverte: “Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”.

Iniziative urgenti per mitigare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sono già in corso, ricorda la presidente della Commissione, e tra queste in particolare “il più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio mai effettuato, coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, per attenuare gli effetti dell’interruzione fino alla ripresa del traffico regolare attraverso lo Stretto di Hormuz”, e “il coordinamento multinazionale per prepararsi al ripristino della libertà di navigazione nella regione”.

Ma, a parte l’emergenza, servono soprattutto “misure che riducano i costi energetici in modo più duraturo affrontando le cause strutturali degli alti prezzi dell’energia, con un focus sull’elettricità”. Per farlo, indica von der Leyen, “dobbiamo agire sui quattro componenti principali che determinano i prezzi dell’energia elettrica: il costo dell’elettricità stessa; i costi di rete; le imposte e i prelievi e infine i costi del carbonio”, ovvero delle quote di CO2 che si acquistano sul mercato europeo dei permessi di emissione Ets.

Innanzitutto, bisogna diminuire il costo di produzione dell’elettricità, “che da solo rappresenta più della metà del prezzo” dell’energia elettrica pagato dai consumatori. “Ridurre questi costi richiede rapidi progressi verso gli obiettivi dell’Ue per l’energia pulita entro il 2030, con investimenti tempestivi”, e questo sarebbe “il modo migliore per limitare le ore in cui il prezzo del gas naturale, più elevato, determina il prezzo all’ingrosso” dell’elettricità, in base al sistema marginale del Merit Order” (l’assetto del mercato elettrico europeo).