Bruxelles, 13 apr. (askanews) – L’Ue è in piena crisi energetica, per via dei rincari causati dal conflitto in Medio Oriente e del blocco dello Stretto di Hormuz, ma “possiede anche delle risorse: l’elettricità prodotta in Europa da fonti rinnovabili e nucleari”. Su questa base, “la nostra strategia di decarbonizzazione non solo si è confermata negli ultimi anni, ma sta acquisendo sempre maggiore importanza. Il nostro obiettivo è chiaro: dobbiamo incrementare la produzione di energia locale, economica e affidabile”. E non si tratta solo “dell’ampia gamma di energie rinnovabili di cui disponiamo, ma naturalmente anche dell’energia nucleare. Perché ci garantiscono indipendenza, prevedibilità e sicurezza energetica”.
Lo ha affermato oggi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante un punto stampa al termine di una riunione con i suoi commissari riguardo alla risposta da dare al caro-energia e alla dipendenza ancora notevole dell’Ue dalle fonti fossili dei paesi terzi. In questo quadro, Von der Leyen ha sottolineato il ruolo del nucleare, e soprattutto delle soluzioni innovative in questo campo come gli “Small Modular Reactors” (Smr, piccoli reattori modulari), che vanno sviluppati ulteriormente insieme alle rinnovabili e all’elettrificazione, per garantire l’autonomia geo-strategica del settore energetico dell’Unione. “L’unica via duratura per uscire dalla dipendenza dai combustibili fossili è modernizzare il sistema, spostando la produzione di elettricità verso le energie rinnovabili e il nucleare, ed elettrificando l’economia il più rapidamente possibile”, ha sottolineato la presidente della Commissione.
In Europa, ha continuato von der Leyen, “abbiamo fatto progressi nella crescita delle energie rinnovabili e del nucleare: entrambe rappresentano ora oltre il 70% della nostra produzione di elettricità. Ma ovviamente, dobbiamo fare molto di più. E queste fonti di energia pulita necessitano di una migliore integrazione nel sistema energetico. Al momento, enormi quantità di energia pulita rimangono inutilizzate o addirittura sprecate. Quindi abbiamo bisogno di sistemi di stoccaggio e flessibilità, e di accelerare le connessioni alla rete”.
Per migliorare la situazione generale, ha ricordato, “a dicembre abbiamo presentato il ‘Pacchetto Grids’”, riguardante l’accelerazione dello sviluppo delle reti infrastrutturali per la trasmissione dell’energia elettrica. “L’obiettivo iniziale era di ottenerne l’approvazione da parte dei co-legislatori entro la fine dell’anno. Ma – ha osservato la presidente della Commissione – credo che sia troppo tardi. L’urgenza è troppo elevata. Vorrei quindi sollecitare i co-legislatori affinché questo importante pacchetto venga approvato entro la fine dell’estate”.
Inoltre, bisogna “accelerare l’elettrificazione della nostra economia: delle nostre attività industriali, del riscaldamento domestico, della mobilità. In altre parole: elettrificare l’Europa significa renderla più indipendente. Ma al momento siamo in ritardo sull’elettrificazione, dietro sia alla Cina che agli Stati Uniti. Presenteremo quindi anche una nostra strategia di elettrificazione – ha annunciato – prima dell’estate. Questa includerà un nuovo ambizioso obiettivo in materia di elettrificazione. Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo rimuovere gli ostacoli normativi rimanenti e mobilitare gli investimenti”.
Rispondendo poi alle domande della stampa, von der Leyen è tornata ad enfatizzare il ruolo del nucleare. Per quanto riguarda le energie non fossili, ha detto, “abbiamo a disposizione una vasta gamma di fonti rinnovabili. E poi c’è il nucleare, e vorrei qui sottolineare, il nuovo nucleare. Spesso li chiamiamo Smr, reattori modulari di piccole dimensioni. Io credo che sia una tecnologia molto promettente”.
“Dobbiamo tenere presente che non solo Stati Uniti e Cina stanno già investendo massicciamente in questo settore, ma anche Regno Unito, Corea del Sud, Giappone e Canada: quindi – ha indicato la presidente della Commissione – dobbiamo rimanere vigili e seguire da vicino questa tecnologia molto promettente”.
“I benefici dei reattori modulari di piccole dimensioni – ha rilevato von der Leyen – sono evidenti: la complessità è minore, quindi i costi sono inferiori e di conseguenza le possibilità di scalabilità industriale attraverso una produzione standardizzata sono maggiori. Insomma, ci sono chiari vantaggi. Ma, naturalmente, il vantaggio maggiore” di questo nucleare di nuova generazione “è che può fornire il necessario carico di base (il ‘baseload’, ovvero il livello minimo di domanda elettrica che la rete deve soddisfare costantemente, senza mai scendere sotto una determinata soglia, ndr) in perfetta combinazione con le energie rinnovabili”.
Insomma, ha concluso la presidente della Commissione, “ci sono i reattori modulari di piccole dimensioni e ci sono le energie rinnovabili. Questa è la strada da seguire”.

