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Eni celebra a Gela una storia lunga un secolo: cent’anni di energia nel segno di Enrico Mattei

Eni celebra a Gela una storia lunga un secolo: cent’anni di energia nel segno di Enrico Mattei
Enrico Mattei a Gela

Dalla bioraffineria alla fusione nucleare: il futuro dell’azienda del cane a sei zampe passa ancora dalla Sicilia

Viale Enrico Mattei, a pochi passi dalla struttura da poco inaugurata dal Comune di Gela. In un pomeriggio estivo siciliano, l’Eni ha celebrato il proprio centenario scegliendo quale location quella di una cittadina che per la compagnia ha un significato storico di grande peso. Presenti il sindaco di Gela, Terenzio Di Stefano, e l’assessore regionale all’Energia Francesco Colianni. Tutti tassativamente senza cravatta, perché l’occasione non è formale ma confidenziale. Si parla di storia, tra amici. Storia di Agip, costituita dal governo il 3 aprile 1926, e poi divenuta Eni ma anche storia dell’Italia nel corso di questi cento anni caratterizzati inconfutabilmente dall’Azienda Generale Italiana Petroli e dalla sua evoluzione in Ente Nazionale Idrocarburi s.p.a. con tutta la diversificazione energetica racchiusa in questa compagnia anche dopo la privatizzazione.

I protagonisti del racconto e il libro sulla storia di Eni

Dal passato al presente, il pomeriggio è stato scandito dalle parole di Luca Alburno, presidente della Bioraffineria Enilive di Gela, e da quelle del presidente e amministratore delegato di Enimed Luca De Caro. Il clou del pomeriggio di martedì è stato incentrato sulla conversazione tra Lucia Nardi, responsabile Eni Cultura d’Impresa e Archivio Storico oltre che moderatrice dell’intero evento, e Paolo Bricco, autore del libro “100 anni di energia. Da Agip a Eni, una storia italiana”.

La figura immortale di Enrico Mattei

In platea, le più alte cariche della provincia con il prefetto di Caltanissetta Lucia Donatella Messina ed i vertici delle Forze dell’ordine. Sul palco il fascino della storia raccontato da Bricco con gli interventi di Nardi. Sempre presente poi, quasi percepibile, quel nome che ha rappresentato con tanta forza e tanta audacia la svolta di Agip e dell’Italia nella industrializzazione che vede il Bel paese ancora oggi seconda potenza europea: Enrico Mattei. A lui, all’ombra del piazzale che ha ospitato l’evento, sono state dedicate più pagine di racconti ed aneddoti.

Dalla ricostruzione post-bellica alle nuove frontiere scientifiche

Agip, fatto ormai noto, era una compagnia nazionale da liquidare quando arrivò Mattei con consegne di cessione di una realtà che non aveva mai preso il volo in quell’Italia delle piccole fabbriche a carbone e dell’agricoltura quale settore trainante. Con la seconda guerra mondiale ormai alle spalle e un Paese da ricostruire, Enrico Mattei diede alla compagnia un’anima che ancora oggi persiste e che la rende un competitor sullo scenario mondiale ed un leader sul fronte della ricerca. Uno dei gioielli nazionali che oggi punta dritto alla ricerca sulla fusione nucleare mentre traccia da pioniere il solco della ricerca sui biocarburanti.

Il legame indissolubile tra Eni e il territorio gelese

Gela “è stata emblema dell’energia, da sempre”, ha detto il sindaco ricordando che “questo territorio è stato scelto per le importanti risorse energetiche che ci sono nel sottosuolo, non solo nella terraferma ma anche nell’offshore”. Una linfa che non si è ancora esaurita e che continua a produrre per l’intera nazione una importante quota del fabbisogno nazionale. La presenza di Eni a Gela è sempre stata motivo di discussione su due fronti, uno dei quali intende l’insediamento industriale “ingombrante”, come ha detto il primo cittadino. D’altro canto, lo stesso sindaco Di Stefano ha sottolineato l’importanza di questa presenza ed “il connubio che c’è oggi tra la città e l’Eni”.

Dalla bioraffineria d’avanguardia alla transizione energetica

Della storia dell’insediamento Eni a Gela è conoscitrice anche il prefetto di Caltanissetta, che ha ricordato nel corso di un breve intervento come il destino dell’allora Agip a Gela fosse stato tracciato con la cessione ad una compagnia americana, salvo poi Enrico Mattei aver invertito drasticamente la rotta, e che all’inaugurazione – nel 1965 – era presente l’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Dal passato storico al presente, il presidente della Bioraffineria Enilive di Gela, Luca Alburno, ha spiegato come la bioraffineria avviata a Gela nel 2019 sia un elemento ponte tra il passato ed il futuro sul fronte della transizione energetica. “La tecnologia applicata qui – ha detto Alburno – è la più avanzata, in termini di biocarburanti, che si possa trovare in Europa ma anche nel mondo. Ma questo non ci fermerà, perché guardiamo sempre al futuro”.

Enimed e l’eredità tecnologica contro le “sette sorelle”

Passando poi dalla produzione alla ricerca, la testimonianza di Luca De Caro, presidente ed amministratore delegato di Enimed, è stata rilevante per la comprensione della leadership settoriale che Eni detiene sul fronte dell’innovazione dai tempi in cui ancora Agip aveva messo a punto sistemi all’avanguardia per trovare giacimenti che le “sette sorelle” – così dette da Enrico Mattei – non erano ancora in grado di fare. Enimed è la società che in Sicilia si occupa di ricerca esplorativa e di produzione di idrocarburi. “Siamo una presenza storica nel territorio”, ha ricordato De Caro sottolineando che Enimed era presente già nella seconda metà degli anni ’50.

Le sfide geopolitiche e il gas come combustibile ponte

L’attualità, in termini geopolitici, hanno reso ineludibile porre all’ad di Enimed sul futuro prossimo della compagnia, sui progetti, sulla ricerca e su quale sarà l’obiettivo a medio termine per il fabbisogno energetico nazionale. “Per quanto riguarda Enimed – ci spiega De Caro – il gas è il combustibile principale; il cosiddetto ‘combustibile ponte’ nella transizione energetica. Chiaramente Eni sta lavorando su tutta un’altra serie di fonti energetiche rinnovabili. Quindi, qui in Sicilia con la raffineria per la produzione di biocarburanti, settore in cui siamo all’avanguardia a livello mondiale; stiamo lavorando come Eni a tutta una serie di iniziative importanti sulle rinnovabili, come il fotovoltaico e l’eolico, in Italia ma anche nel resto del mondo con Eni Plenitude”.

La corsa della ricerca verso la fusione nucleare

Varie anime di Eni quindi, diversificate per maggiore efficienza in Enilive per i biocarburanti, Enimed per il gas ed Eni Plenitude per le rinnovabili. Ma all’orizzonte c’é altro, e su questo “futuro” Eni sta correndo di gran passo in termini di ricerca. “Una cosa molto importante di Eni – dice Luca De Caro – è che stiamo lavorando sulla fusione nucleare, che chiaramente sarà la fonte energetica più importante quando riusciremo ad averla su scala industriale”. De Caro sottolinea che stiamo parlando “della forma di energia creata dal sole riprodotta in scala”. L’Eni sta fornendo importanti contributi, anche mediante centri di ricerca universitari americani, alla fonte di energia nucleare ottenuta mediante fusione.

I segreti degli archivi CIA e la mostra del centenario

Dal passato storico al futuro, quindi, in un pomeriggio a Gela fatto di storia – magistralmente raccolta in un libro e narrata dall’autore Paolo Bricco, anche grazie ai report degli archivi della Central Intelligence Agency (Cia) americana su Enrico Mattei e sul dopo incidente aereo – e di progetti futuri che si è concluso con la mostra fotografica – e non solo – dedicata al centenario, con contenuti legati alla storia di Eni e delle sue società nel territorio gelese.