Eni, la decarbonizzazione passa anche dalla Bio-raffineria di Gela - QdS

Eni, la decarbonizzazione passa anche dalla Bio-raffineria di Gela

redazione

Eni, la decarbonizzazione passa anche dalla Bio-raffineria di Gela

sabato 27 Marzo 2021 - 00:00

Nel Piano strategico 2021-2024 fissate le tappe che porteranno l’azienda ad emissioni zero entro il 2050. L’impianto gelese verrà alimentato dall’olio di ricino ed entro il 2023 sarà “palm oil free”

GELA (CL) – La strada che porterà Eni alla completa decarbonizzazione entro il 2050 passa dalla Sicilia e in particolare da Gela, in provincia di Caltanissetta, su cui l’azienda del “Cane a sei zampe” non solo punta, ma addirittura intensificherà i propri investimenti. Nel Piano strategico 2021-2024, presentato nel febbraio scorso dall’amministratore delegato Claudio Descalzi alla comunità finanziaria, è previsto l’incremento della capacità produttiva delle Bio-raffinerie, tra cui anche quella gelese, raddoppiandola fino a 2 milioni di tonnellate entro il 2024. Un primo step di un più ambizioso obiettivo che mira ad aumentare la produzione addirittura di cinque volte entro la metà del secolo, quando Eni conta di raggiungere la neutralità carbonica, cioè zero emissioni nette.

La totale decarbonizzazione dei prodotti e delle operazioni dell’azienda sarà raggiunta anche attraverso un incremento dell’uso di biogas, scarti e riciclo di prodotti finali. In questo ambito, è stato appena avviato e collaudato a Gela il nuovo impianto “Btu” (Biomass treatment unit), che consentirà alla bioraffineria Eni di utilizzare fino al 100% di biomasse che non siano in competizione con la filiera alimentare, dagli oli alimentari esausti ai grassi da lavorazioni ittiche e di carni prodotte in Sicilia, con l’obiettivo di realizzare un modello di economia circolare a chilometri zero per la produzione di biodiesel, bionafta, biogpl e bio-jet. La bioraffineria di Gela, inoltre, potrà anche essere alimentata dall’olio di ricino, grazie al progetto sperimentale di coltura di piante di ricino su terreni semidesertici in Tunisia, sostituendo così completamente l’olio di palma che dal 2023 non sarà più impiegato nei processi produttivi di Eni. D’altra parte il Piano strategico prevede per le Bioraffinerie, entro il 2024, un apporto crescente di materia prima proveniente da rifiuti e scarti, che copriranno circa l’80% del totale contro il 20% attuale.

Verrà, inoltre, potenziata la produzione di energia da fonti rinnovabili, con la previsione di portare la capacità a 4GW nel 2024, 15GW al 2030 e 60GW al 2050. Il business delle rinnovabili si fonderà con il retail del Gas & Power per rafforzare ulteriormente integrazione e sinergie, e allo stesso tempo massimizzare la generazione di valore lungo l’intera catena di energia verde. Questa fusione farà leva sulla già ampia base clienti Eni, in crescita da 11 a 15 milioni, e verrà sostenuta da un investimento complessivo di ben 4 miliardi di euro. Il gas, che a lungo termine rappresenterà oltre il 90% della produzione Eni, costituirà un importante sostegno alle fonti intermittenti nell’ambito della transizione energetica.

Ancora, nella marcia di Eni verso una vera e propria “rivoluzione verde”, centrale sarà anche l’idrogeno, grazie al quale si potrà ridurre l’impatto delle bio-raffinerie e di altre attività altamente energivore. Non solo. Si continuerà, nei prossimi quattro anni, sempre di più a puntare su un settore che vede già l’Azienda all’avanguardia in Italia e nel mondo. Stiamo parlando delle tecnologie “Cattura CO2”, recentemente incoraggiate anche dall’Unece, la commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite, che ha sollecitato i firmatari degli Accordi di Parigi affinché aumentino rapidamente gli sforzi in questa direzione.

Eni già lo sta facendo attraverso i progetti di “Carbon capture, storage and utilization” seguiti dai centri di ricerca di San Donato Milanese e di Novara. Inoltre, Eni studia da anni la bioffisazione di CO2 mediante microalghe; alcune applicazioni note sono: a) biofissazione con luce solare, sia in open pond presso la Bioraffineria Eni di Gela sia in fotobioreattori presso il sito Enimed, a Ragusa. In quest’ultimo caso, lo studio si è basato su tecnologia di BioSyntex Srl (BSX); la specifica applicazione prevedeva coltivazione di microalghe alimentate da CO2 proveniente da attività gestite da EniMed e luce solare concentrata attraverso pannelli costituiti da migliaia di lenti di Fresnel. L’impianto sperimentale, in fase di pieno regime, aveva una “capacità di cattura pari a circa 80 tonnellate/anno di CO2” e poteva “produrre tra le 20 e le 40 tonnellate/anno di farina algale da cui viene prodotto il bio-olio”; b) biofissazione con luce artificiale, in questo caso è stato installato a Novara uno skid basato su tecnologia di PhotoB-Otic (PBO) integrato con fonti energetiche rinnovabili. Tale sistema è in grado di garantire alte produzioni, è a ciclo chiuso e quindi la qualità della biomassa è elevata, e non è dipendente dalle condizioni climatiche del sito di installazione.

La riduzione delle emissioni di anidride carbonica è dunque uno degli obiettivi principali del Piano strategico che, infine, con le inziative “Redd+”, punta a compensare entro il 2024 oltre 6 milioni di tonnellate/anno di CO2 (40 milioni/anno al 2050).

“Eni rimane fortemente impegnata a ricoprire un ruolo chiave nella sostenibilità e nell’innovazione, promuovendo lo sviluppo sociale ed economico in tutte le sue attività” – ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi il 19 febbraio scorso – “attraverso il Piano strategico 2021-2024 compiamo un ulteriore passo avanti nella nostra trasformazione e ci impegniamo a raggiungere la totale decarbonizzazione di tutti i nostri prodotti e processi entro il 2050. Il nostro piano è concreto, dettagliato, economicamente sostenibile e tecnologicamente realizzabile”.

“Inoltre – ha aggiunto Descalzi – annunciamo la fusione dei nostri business delle energie rinnovabili e del retail. Con questa nuova realtà, la nostra già ampia base clienti retail crescerà ulteriormente con l’aumento dell’offerta di energia rinnovabile. La combinazione dei nostri business di bio-raffinazione e marketing, inoltre, darà una forte spinta alla mobilità sostenibile. Queste iniziative contribuiranno sensibilmente alla decarbonizzazione dei nostri prodotti e avranno un impatto positivo per i nostri clienti. Infine, grazie a una forte disciplina finanziaria e una generazione di cassa resiliente, siamo in grado di incrementare la nostra politica di remunerazione, in linea con lo sviluppo strategico del nostro piano”.

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