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Enna, sicurezza all’interno dei presidi sanitari

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Enna, sicurezza all’interno dei presidi sanitari

mercoledì 05 Febbraio 2020 - 00:00
Enna, sicurezza all’interno dei presidi sanitari

Si è tenuto nei giorni scorsi un vertice in Prefettura per decidere le strategie da attuare. In programma un’attività di formazione dei medici per suggerire i comportamenti da adottare

ENNA – Nei giorni scorsi si è tenuta in Prefettura una riunione tecnica – coordinata dal prefetto Matilde Pirrera, alla presenza delle Forze dell’Ordine e dei referenti della locale Azienda sanitaria – in cui è stata affrontata la tematica della sicurezza dei presidi sanitari, a maggiore tutela del personale medico di turno nell’esercizio della professione, ma anche degli utenti.

L’incontro ha preso avvio dall’analisi dello stato di fatto dei presidi sanitari, descritto nel dettaglio dai referenti dell’Azienda sanitaria ennese, che si sono soffermati sulle attuali misure passive delle guardie mediche, in atto dotate di videocitofoni. L’Asp, inoltre, ha già provveduto a incardinare alcune guardie mediche presso le strutture ospedaliere più vicine e ha programmato anche di dotare tutti i medici di turno con appositi dispositivi di sicurezza, muniti di pulsanti idonei a emettere segnali di emergenza. Per rendere maggiormente efficaci tali iniziative, nel corso della riunione è stato deciso che tali dispositivi di sicurezza vengano collegati a utenze dedicate delle centrali operative delle Forze dell’Ordine.

Contestualmente, si è condiviso di avviare una mirata attività di formazione dei medici anche con l’ausilio tecnico-professionale delle Forze di Polizia, che suggeriranno al personale interessato le cautele da adottare e i comportamenti da tenere in caso di situazioni di pericolo. Inoltre, a maggiore supporto dell’attività di tutela e vigilanza, è stato deciso di intensificare i passaggi e prolungare le soste in prossimità dei presidi sanitari da parte degli operatori delle Forze dell’Ordine già impegnati nell’ambito del Piano coordinato di controllo del territorio.

Da ultimo, al fine di tutelare i medici anche negli spostamenti presso le sedi domiciliari dei pazienti richiedenti assistenza, verrà messo a punto il ricorso da parte dell’Asp ad apposite app che consentano di geolocalizzare tempestivamente il luogo da cui è partita la richiesta d’intervento.

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