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Enrico Della Gatta, un libro per capire come “Difendere il futuro”

Enrico Della Gatta, un libro per capire come “Difendere il futuro”

Analisi della nuova economia della sicurezza

Roma, 17 mar. (askanews) – La pace non è un dato acquisito. È una costruzione fragile, che richiede capacità industriale, innovazione tecnologica e capitale disposto ad assumersi il rischio del futuro. Dopo decenni di illusione post-Guerra Fredda, il ritorno del confitto ha reso evidente una verità spesso rimossa: senza sicurezza non esistono né crescita, né progresso né libertà. Nel libro “Difendere il futuro”, edito da Egea e da pochi giorni in libreria, Enrico Della Gatta ricostruisce la genealogia profonda del rapporto tra guerra, tecnologia e finanza, mostrando come l’innovazione militare abbia storicamente anticipato e plasmato lo sviluppo economico e industriale.

Ma il cuore del libro è nel presente: per la prima volta, il capitale privato – venture capital, private equity, fondi strategici – non è un attore marginale, bensì una leva strutturale della deterrenza e della sicurezza occidentale. Attraverso un’analisi che intreccia storia, geopolitica, industria e mercati finanziari, Della Gatta – vice presidente di Fincantieri per la funzione Defence Market Business Intelligence – spiega perché la difesa sia diventata una vera asset class, come stanno cambiando i modelli di procurement e perché la capacità di trasformare rapidamente idee in sistemi operativi conta oggi più degli arsenali statici.

Dai casi di Palantir, Anduril e SpaceX ai fondi specializzati, dalle metriche di investimento ai nuovi equilibri tra Stato e mercato, il saggio delinea una chiave di lettura concreta e non ideologica della nuova economia della sicurezza.

“Difendere il futuro” è un libro per chi vuole comprendere o è chiamato a operare in un mondo in cui capitale, tecnologia e deterrenza sono ormai inseparabili. Perché la sicurezza, nel XXI secolo, non si finanzia soltanto: si progetta.

“La guerra è tornata”, scrive Della Gatta. “Per l’Europa questa verità è uno specchio crudele. Non basta spen-dere di più: bisogna cambiare grammatica. Non basta evocare sovranità: bisogna costruire filiere resilienti, reti industriali e finanziarie innovative e capaci di reggere agli urti. Non basta guardare all’Atlantico in cerca di protezione: serve capitale coraggioso, in grado di tradurre l’urgenza strategica in innovazione scalabile”.

“Questo libro nasce da qui: dalla convinzione che la sicurezza non sia più soltanto questione di eserciti, ma di capitali”, conclude l’autore. “Non celebra la guerra, non la edulcora. Vuole mostrare, con analisi e casi concreti, come la vera partita del nostro tempo si giochi all’intersezione fra innovazione, industria e finanza. Perché senza capitale non c’è innovazione. Senza innovazione non c’è deterrenza. E senza deterrenza non c’è pace”.

Enrico Della Gatta è un manager ed ex Ufficiale dell’Esercito, con due decenni di servizio attivo in operazioni multinazionali e presso le più alte istituzioni militari, nazionali ed europee. Conclusa la carriera militare, ha completato un MBA presso la LUISS Business School e ha avviato il proprio percorso nell’industria della difesa, con un focus su strategia, mercati e crescita.

È attualmente Vice President di Fincantieri, uno dei principali gruppi cantieristici e della difesa a livello mondiale, dove guida la funzione di Defence Market Business Intelligence come leva manageriale a supporto delle decisioni strategiche, della crescita commerciale e del posizionamento competitivo del Gruppo. Il suo percorso professionale copre l’intero spettro della sicurezza: dal comando sul terreno al confronto con governi e istituzioni, fino alla definizione di strategie industriali e corporate su scala globale.