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Ente Risi: fissare soglia 200mila ton. per import riso

Ente Risi: fissare soglia 200mila ton. per import riso

Accordo unitario tra attori settore riso

Roma, 22 ott. (askanews) – Fissare una soglia di 200.000 tonnellate (base riso lavorato) per le importazioni totali. Un quantitativo che rappresenta il massimo sopportabile dalla filiera risicola europea già gravata da massicce importazioni a dazio zero e a prezzi insostenibili mentre da parte sua assiste ad un aumento dei costi di produzione.

Il settore del riso dell’Unione europea ha raggiunto un “significativo” accordo sulla sua posizione unitaria in merito alla proposta della presidenza danese di istituire un meccanismo di salvaguardia automatica nell’ambito della revisione del Regolamento (UE) n. 978/2012. L’intesa è stata formalizzata durante una riunione organizzata il 21 ottobre dall’Ente Nazionale Risi a Milano, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della produzione e della trasformazione del riso dell’Ue.

Il quantitativo di 200.000 tonnellate, si spiega, sarà ripartito tra i Paesi beneficiari in base ai trend storici di importazione. Qualsiasi incremento applicato dalla Presidenza danese alla soglia base di 200.000 tonnellate, come livello che dimostra un danno provocato alla risicoltura comunitaria dalle importazioni dai Paesi Meno Avanzati a dazio zero, non dovrà superare il 5%. “Un aumento superiore metterebbe a rischio il mercato del riso prodotto in Europa”, sottolinea Ente Risi. Dal momento in cui scatta la clausola di salvaguardia automatica si applicherà il dazio fino alla fine dell’anno civile in corso, per ripartire l’anno successivo con un quantitativo di 200.000 tonnellate senza altra maggiorazione.

Durante la riunione è emerso un netto rifiuto all’unanimità della clausola de minimis come limite minimo al di sotto del quale la salvaguardia automatica non potrà essere attivata. L’obiettivo è impedire la concessione di soglie (circa 95.000 tonnellate stimate) ai PMA che storicamente esportano piccoli quantitativi verso l’UE, evitando in tal modo il rischio di triangolazione delle merci.

“La posizione unitaria raggiunta oggi dal Settore del Riso – commenta la presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba – è un risultato di fondamentale importanza, che dimostra la maturità e la coesione di tutta la filiera. La soglia di 200.000 tonnellate non è un numero arbitrario, ma il punto di equilibrio tra le esigenze del mercato e la sostenibilità della nostra produzione, che sta faticosamente riprendendosi dopo anni difficili a causa di siccità e alluvioni. Siamo stati chiari: non possiamo accettare quantitativi superiori e, in particolare, respingiamo la clausola de minimis perché aprirebbe triangolazioni pericolose che vanificherebbero l’efficacia del meccanismo di salvaguardia automatica”.