Erosione delle coste, servono 24 mln per mettere in sicurezza tutto il litorale - QdS

Erosione delle coste, servono 24 mln per mettere in sicurezza tutto il litorale

Bruno Lina

Erosione delle coste, servono 24 mln per mettere in sicurezza tutto il litorale

venerdì 24 Maggio 2019 - 00:05
Erosione delle coste, servono 24 mln per mettere in sicurezza tutto il litorale

Al momento sono disponibili 14 mln, di cui circa 3, destinati alla zona Sud (Galati e Santa Margherita). Intanto l’area di parcheggio di Contesse, dopo le ultime sciroccate, presenta diversi cedimenti

MESSINA – Erosione delle coste messinesi inarrestabile e soluzioni che tardano ad arrivare. Per avere l’intero finanziamento di 24 milioni di euro che consentirebbe di mettere in sicurezza tutto il litorale servirebbe un intervento del Governo nazionale, sembra però che ci sia la disponibilità di 14 milioni, di cui circa tre, destinati alla zona sud e con i quali si risolverebbero definitivamente le criticità di Galati e Santa Margherita, intanto si devono affrontare le emergenze che ad ogni mareggiata si presentano.

Sembra si sia arresa alla forza del mare, l’area di parcheggio della stazione ferroviaria di Contesse, che dopo le ultime sciroccate presenta una serie di cedimenti, una situazione che mette a rischio l’incolumità pubblica, segnalata dalla Capitaneria di porto ed al centro di una serie di riunioni volute dal Prefetto Maria Carmela Librizzi.

“Occorre transennare per impedirne intanto l’accesso – dice la rappresentante del Governo – ed i referenti di Rfi si sono impegnati a provvedere nell’immediato. Sono disponibili a Palermo per la progettazione delle opere necessarie di ripristino dell’area, 370mila euro. Ho chiesto che entro due settimane sia convocata una riunione tecnica presso l’Ufficio del Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico della Regione Sicilia, allargata a tutti gli Enti interessati, per dare avvio alla redazione dei progetti, facendo ricorso agli studi sull’andamento della linea di costa già effettuati in occasione di analoga progettazione sulla zona costiera di Galati, da integrare eventualmente con il supporto del Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Messina. Tenuto conto che si dovrà procedere ad un più ampio e duraturo intervento a tutela dell’intero litorale ionico- ha sottolineato Maria Carmela Librizzi- anche in questa circostanza si potrà fare ricorso allo strumento del contratto di costa già utilizzato per il versante tirrenico.

La progettazione, per la quale ha dato la sua disponibilità il Comune, supportato da Genio civile e Protezione civile regionale, consentirà di attingere a fondi attraverso un percorso privilegiato, trattandosi di interventi di messa in sicurezza della linea ferrata. Ho chiesto che in attesa dei progetti e del finanziamenti dei lavori, per i quali si prevedono tempi non certo brevi, si facciano quegli interventi emergenziali che evitino ulteriori danni al territorio”.

Come viene rilevato dalla Prefettura, a creare una situazione di pericolo sul litorale di Contesse è anche il fabbricato dell’ex Samar, in parte crollato. “Il Comune ha fatto la progettazione per la sua demolizione -dice Armando Mellini della segreteria tecnica del sindaco- ma deve essere la Regione, competente sull’arenile e proprietaria dell’ex Samar a dovere procedere con le autorizzazioni”.

Salvo Puccio, geologo, delegato del commissario di Governo della Regione ha parlato di una disponibilità complessiva per la zona sud e nord di 14 milioni, di cui circa tre destinati a risolvere i problemi di erosione a Galati e Santa Margherita.

C’è già il progetto esecutivo che riguardava opere per 4,5 milioni di euro da cui sono stati però stralciati interventi già effettuati per oltre un milione di euro che in tre tempi hanno consentito di mettere in sicurezza le parti di costa più vicine alle abitazioni. “Contesse è scoperto da questo importo – dice Puccio – ci sarà un’altra scheda che verrà progettata e quindi proposta per il finanziamento o con i ribassi d’asta o si dovrà vedere successivamente come recuperare le risorse”. E cosa succederà alle altre aree a nord, dopo la realizzazione del nuovo porto di Tremestieri.

“L’erosione costiera è un fenomeno generalizzato che si ripropone con tempistiche diverse anche in funzione delle opere rigide realizzate o anche delle opere a protezione che vengono fatte -dice il geologo- con il nuovo porto vedremo cosa succederà se chi sta facendo l’opera ha garantito tecnologie in grado di evitare conseguenze sui litorali”.

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