L’Etna torna a ruggire pesantemente. Da diversi giorni, ormai, è in corso una nuova emissione di cenere che sta creando, come accaduto in passato, numerosi problemi e disagi soprattutto all’aeroporto di Fontanarossa. Nessun pericolo o preoccupazione, ma l’evento ha colto di sorpresa anche lo stesso INGV, come rivelato al QdS.it dal vulcanologo Salvo Gambino.
“Fenomeno nuovo mai visto prima: ecco cosa sta succedendo”
Interpellato proprio sulla nuova attività della montagna – qui l’approfondimento su quanto sta accadendo all’interno dello scalo etneo – l’esperto dell‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha spiegato nei dettagli la situazione attuale dell’Etna: “Non esiste alcun tipo di preoccupazione o pericolo – dichiara Gambino -. Sottolineo, infatti, che come avvenuto nelle scorse settimane non sia in corso alcun tipo di attività eruttiva, di natura esplosiva e stromboliana: tutti i parametri, secondo quanto ci risulta, sono bassi, non vi è praticamente alcun tipo di tremore o presenza di deformazioni. Il problema riguarda quest’emissione continua di cenere, direzionata dal vento proprio nella direzione che va a colpire l’aeroporto Fontanarossa producendo i disagi a cui tutti stiamo assistendo. Si tratta di un fenomeno nuovo, inedito, in quanto osserviamo un’emissione di cenere prolungata di colore rossastro. Secondo i nostri studi si tratta di terra ‘vecchia’ rimasta incastrata all’interno della montagna durante le pesanti eruzioni di luglio-agosto e che adesso sta risalendo attraverso i gas che la rimobilitano facendola riemergere”.
“Non abbiamo previsioni: bisogna soltanto aspettare”
Trattandosi, dunque, di un qualcosa di mai avvenuto prima, il vulcanologo spiega che non è possibile fare previsioni riguardanti la fine dell’emissione di cenere e, dunque, sul ritorno alle piena operatività dell’aeroporto: “Magari potessimo fare previsioni – sorride Gambino – Essendo come detto di un fenomeno totalmente nuovo non abbiamo studi al riguardo. Non conosciamo le tempistiche per la cessazione della caduta della terra e quindi bisognerà soltanto aspettare la sua naturale conclusione. Ciò vale naturalmente anche per Fontanarossa, con lo scalo che potrà decidere se riaprire o meno soltanto all’attenuarsi della caduta della cenere”.
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