Spettacolo e preoccupazione, come sempre, accompagnano ogni eruzione dell’Etna. Se la meraviglia della lava continua ad estasiare tutti i catanesi, non manca però chi – soprattutto tra gli abitanti dei territori pedemontani – guarda con ansia ai movimenti della montagna. Sin dal pomeriggio di ieri non si ferma l’attività effusiva del “Mungibeddu” nella Valle del Bove, dove la colata lavica continua a essere alimentata da una bocca situata nei pressi di Monte Simone, a circa 2.100 metri di quota. Il fronte più avanzato ha raggiunto i 1.420 metri sul livello del mare, in un’area interna e priva di insediamenti abitativi. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo ha confermato che il campo lavico è attivo e si estende attualmente per una lunghezza massima di circa 2,8 chilometri. Il fronte più avanzato si trova a est del rilievo di Rocca Musarra. Il centro abitato più vicino, Fornazzo, dista circa cinque chilometri.
Il direttore dell’INGV Osservatorio Etneo Salvo Gambino parla al QdS
Il Quootidiano di Sicilia, per fare il punto della situazione, ha intervistato il Dott. Salvo Gambino, Direttore INGV Osservatorio Etneo, che ha raccontato l’evolversi dell’eruzione iniziata come anticipato in apertura ieri: “Oggi pomeriggio abbiamo tenuto confronti e contatti serrati con la Protezione Civile Nazionale e diversi Comuni: la situazione è sotto controllo e sono state anche diramate diverse ordinanze come nel Comune di Sant’Alfio, Ramacca o Zafferana Etnea, che interdiscono l’accesso alla montagna dalle rispettive zone – le parole di Gambino – A partire dalle 16.30 di ieri, si è palesata una colata lavica che proviene da una frattura posta sulla Valle del Bove, in zona Monte Simone. La lava ha percorso circa 3 km, fino a raggiungere Rocca Musarra: siamo intorno ai 1400 metri di quota. Riteniamo, ma è soltanto una nostra ipotesi, che la colata possa essere iniziata ben prima di ieri, intorno al 31 dicembre: non siamo riusciti probabilmente a individuarla prima per via del maltempo”.
“Effettuate delle simulazioni: situazione totalmente sotto controllo”
L’INGV, la Protezione Civile e le autorità competenti cooperano e collaborano, al fine di assicurare la massima tutela alla popolazione dei territori circostanti: “Stamattina siamo stati sul posto e abbiamo constatato un avanzamento lento della colata – prosegue – Abbiamo anche realizzato delle possibili simulazioni per capire dove possa arrivare la lava; si dovrebbe essere al massimo a 4-5 km lontana dal centro abitato di Fornazzo. Mi sento di dire, dunque, che non vi è il minimo rischio per la popolazione e gli abitanti possono stare assolutamente sereni”. E i visitatori? Non manca chi, nonostante le restrizioni, prova ad avventurarsi in montagna: “Al momento, un massimo di 10 visitatori, dalle zone non interdette, possono accedere al monte esclusivamente accompagnati dalle guide. Tuttavia, purtroppo, non manca chi cerca di trasgredire le regole nonostante le limitazioni: fino a qualche istante fa vi erano 400-500 persone in zona, con qualcuno che ha provato ad entrare ad esempio da rifugio Citelli. Fortunatamente, però, non si registrano problematiche rilevanti anche in merito a ciò”.
“Etna imprevedibile, ma niente preoccupazioni”
Il Direttore dell’Osservatorio Etneo INGV ribadisce che, seppur l’Etna sia imprevedibile per natura, non vi sono campanelli d’allarme anche in vista delle prossime ore: “Lo sappiamo – conclude – L’Etna ci abitua sempre a sorprese. Ad esempio, dopo l’attività del 27 con le fontane nel cratere Nord-Est, dal 28 avevamo registrato soltanto un’attività di carattere stromboliano. Sembrava che situazione si stesse normalizzando: poi, però, a Capodanno eccoci qua di nuovo. Il tremore vulcanico oggi ha fatto sù e giù: vedremo se stasera o domani si abbasserà e rientrerà nella norma. In ogni caso, ribadisco che la popolazione può stare assolutamente tranquilla”.
(Si ringrazia Carmelo Guarnera per le immagini)
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