L’esame di maturità 2026 si propone di valutare non solo le conoscenze, le abilità e le competenze specifiche di ciascun indirizzo di studio, ma anche il livello di maturazione personale, l’autonomia e la responsabilità degli studenti. L’esame tiene conto dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico, della partecipazione alle attività di formazione scuola-lavoro, dello sviluppo delle competenze digitali, di quelle acquisite nell’ambito dell’educazione civica e di altre attività coerenti con il percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona. La formazione scuola-lavoro riveste un ruolo di particolare importanza, in quanto testimonia l’impegno in esperienze coerenti con il percorso di studi. Il Curriculum dello studente assume ora un ruolo di valorizzazione nel colloquio orale.
Una verifica finale e non solo
L’esame di maturità 2026 non si configura esclusivamente come una verifica finale delle conoscenze, delle abilità e delle competenze acquisite, ma assume anche una funzione orientativa per la prosecuzione degli studi o l’inserimento nel mondo del lavoro. La verifica accomperà lo studente nelle scelte future, aiutandolo a valutare con maggiore consapevolezza se proseguire gli studi a livello universitario, nelle istituzioni AFAM o negli ITS Academy, oppure intraprendere un percorso professionale. In tale ottica orientativa rientra anche la nuova denominazione dei PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento). L’esame di maturità è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste.
Rinnovamento del colloquio orale
Il colloquio orale subisce un rinnovamento: a partire dall’esame di maturità 2026, il colloquio si svolgerà su quattro discipline scelte annualmente dal Ministero. Entro il mese di gennaio di ogni anno, il Ministero individua le discipline oggetto della seconda prova tra le materie caratterizzanti i percorsi di studio; la disciplina oggetto di una eventuale terza prova scritta per specifici indirizzi di studio; le quattro discipline oggetto del colloquio e le modalità organizzative relative allo svolgimento del colloquio stesso.
Per gli istituti professionali si applicano le specifiche disposizioni attualmente in vigore. Il colloquio di esame ha l’obiettivo di valutare l’apprendimento in ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e integrare le conoscenze acquisite, nonché la capacità di argomentare in modo critico e personale. Si considereranno, altresì, il grado di responsabilità e maturità raggiunto, l’impegno dimostrato in ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studi, nonché l’impegno evidenziato in azioni particolarmente meritevoli, nell’ottica di uno sviluppo integrale della persona.
La commissione per l’esame di maturità 2026
La riforma prevede la costituzione di una commissione d’esame per ogni due classi, composta da cinque membri: un presidente esterno, due membri esterni e due membri interni. È prevista, inoltre, una specifica formazione per i commissari d’esame. I percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) sono stati ridenominati “formazione scuola-lavoro”, al fine di sottolineare la stretta correlazione che deve intercorrere tra formazione scolastica e mondo del lavoro. La formazione scuola-lavoro si integra con la funzione orientativa dell’esame di maturità 2026, proponendo esperienze formative volte allo sviluppo di competenze trasversali e all’orientamento delle scelte post-diploma. Per i candidati che conseguiranno un punteggio complessivo pari o superiore a 90 punti, tra credito scolastico e prove d’esame, la commissione d’esame potrà integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti.
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