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Le estorsioni a Palermo, arrestato anche l’uomo che era fuggito al blitz

Le estorsioni a Palermo, arrestato anche l’uomo che era fuggito al blitz
Polizia, immagine di repertorio

Patrizio Corrao è stato trovato in un appartamento dove si nascondeva

Arrestato a Palermo anche l’ultimo indagato che era sfuggito al blitz di martedì contro il clan Cintura che ha portato all’arresto di nove persone accusate di estorsione, minacce e violenza nei confronti dei commercianti di Borgo Nuovo e Cep.

In manette è finito Patrizio Corrao che ha compiuto 38 anni proprio oggi. Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno trovato uin un appartamento con le valige pronte. Per lui le accuse sono diverse, soprattutto gli vengono contestati episodi di violenza e minacce risalenti al 2022.

Il trentottenne insieme agli altri indagati avrebbe preteso da alcuni commercianti di consumare all’interno delle loro attività, gratuitamente, causando un danno complessivo di circa 10 mila euro. Chi si opponeva alle richieste subiva minacce e danneggiamenti, così come ripreso dalle telecamere.

Consumare gratis utilizzato come pizzo

Il consumo forzato come un estorsione: “Io pago a Tiscricchio (alias Giuseppe Cintura), a Carmelo, Billy e Patrizio. È una nuova tecnica per chiedere la messa a posto – spiegava – così ci costringono ad andare dal Buddha e chiedere quanto vuole per non farli venire più”. Buddha è Salvatore Cintura, fratello di Giuseppe il 39enne arrestato insieme ad altre 8 persone nel blitz di martedì mattina della polizia a Palermo tra il quartiere Borgo Nuovo e viale Michelangelo.

L’arroganza del gruppo e le aggressioni

Diversi gli episodi denunciati, il gruppo aveva la pretesa di consumare senza pagare usando toni offensivi e minacciosi: “Siamo porci che non ci servi? Dacci subito una birra” avrebbero detto a un dipendente solo perché quest’ultimo gli aveva risposto di dovere aspettare che finisse di servire gli altri clienti.

In un bar di viale Regione Siciliana il gruppetto oltre a distruggere gli arredi, ha aggredito due dipendenti. Un banconista è stato preso a pugni e poi Carmelo Picciotto gli avrebbe spremuto un’arancia sulla testa. Dietro la violenza il rifiuto del lavoratore di servire gratis altri alcolici: “Ti lasciamo a terra con la schiuma alla bocca” gli avevano detto. Un altro dipendente, da pochi giorni in prova nello stesso bar, è stato vittima di aggressioni e minacce: erano le 4,30 del mattino, stava preparando le colazioni quando “sono entrati nel laboratorio e uno mi ha chiesto una mela – ha raccontato agli investigatori il ragazzo -. Gliel’ho appoggiata sul bancone e mi ha detto: “Chi sugnu, un porco?”.

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