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Estorsioni, minacce e aggressioni a Palermo: ecco come il clan dei Cintura teneva sotto scacco i commercianti di Borgo Nuovo

Estorsioni, minacce e aggressioni a Palermo: ecco come il clan dei Cintura teneva sotto scacco i commercianti di Borgo Nuovo

Traumi, devastazioni e minacce questo era il pizzo che il clan Cintura faceva pagare ai commercianti di Borgo Nuovo e viale Michelangelo. “Io pago il pizzo sotto forma di merce” raccontava il commerciante di un bar di viale Regione Siciliana al telefono ad un amico imprenditore

Il consumo forzato come un estorsione: “Io pago a Tiscricchio (alias Giuseppe Cintura), a Carmelo, Billy e Patrizio. È una nuova tecnica per chiedere la messa a posto – spiegava – così ci costringono ad andare dal Buddha e chiedere quanto vuole per non farli venire più”. Buddha è Salvatore Cintura, fratello di Giuseppe il 39enne arrestato insieme ad altre 8 persone nel blitz di martedì mattina della polizia a Palermo tra il quartiere Borgo Nuovo e viale Michelangelo.

L’arroganza del gruppo e le aggressioni

Diversi gli episodi denunciati, il gruppo aveva la pretesa di consumare senza pagare usando toni offensivi e minacciosi: “Siamo porci che non ci servi? Dacci subito una birra” avrebbero detto a un dipendente solo perché quest’ultimo gli aveva risposto di dovere aspettare che finisse di servire gli altri clienti.

In un bar di viale Regione Siciliana il gruppetto oltre a distruggere gli arredi, ha aggredito due dipendenti. Un banconista è stato preso a pugni e poi Carmelo Picciotto gli avrebbe spremuto un’arancia sulla testa. Dietro la violenza il rifiuto del lavoratore di servire gratis altri alcolici: “Ti lasciamo a terra con la schiuma alla bocca” gli avevano detto. Un altro dipendente, da pochi giorni in prova nello stesso bar, è stato vittima di aggressioni e minacce: erano le 4,30 del mattino, stava preparando le colazioni quando “sono entrati nel laboratorio e uno mi ha chiesto una mela – ha raccontato agli investigatori il ragazzo -. Gliel’ho appoggiata sul bancone e mi ha detto: “Chi sugnu, un porco?”.

A quel punto sono partiti dal gruppetto schiaffi, pugni e anche un colpo di mattarello. Nonostante il giovane dipendente era riuscito a scappare a piedi in un primo momento, subito dopo lo hanno raggiunto e ancora una volta picchiato. E prima di lasciarlo a terra gli hanno detto “Tu qua non devi lavorarci più”.

Le nuove estorsioni a Palermo, il coraggio dei commercianti di denunciare

Il blitz di martedì è potuto scattare grazie al coraggio di alcuni commercianti che hanno denunciato il clan Cintura. “Se non lo fai sei alla loro mercé. Vivono di questo. Se io non li avessi denunciati a quest’ora il locale sarebbe già loro” ha detto uno dei commercianti che ha confermato di come molti esercenti erano sotto scacco del gruppetto.

Blitz con 9 arresti a Borgo Nuovo, si cerca un uomo

L’operazione della Squadra Mobile di Palermo ha permesso martedì di arrestare nove persone, otto in carcere e uno ai domiciliari. Si tratta di Giuseppe Cintura 39 anni, già detenuto per altri reati, Giuseppe Guttuso 34 anni, anche lui in carcere per altri motivi; Carmelo Picciotto 34 anni, Vincenzo La Mattina 36 anni, Antonino Castrofilippo 43 anni, Gabriele Corrao 30 anni e Lucio Corrao 36 anni. Ai domiciliari Francesco D’Oca di 34 anni.

Come si evince dall’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, Stefania Brambille manca all’appello un componente del clan, Patrizio Corrao di 27 anni. Mentre per altri due indagati niente carcere per “difetto di esigenze cautelari”.

Le investigazioni, che si sono avvalse di attività tecnica quale intercettazioni telefoniche ed ambientali, analisi dei tabulati e delle immagini tratte da numerosi impianti di videosorveglianza, oltre che sulle dichiarazioni rese dalle parti offese e da altri testimoni, principalmente commercianti, hanno permesso di ricostruire un quadro fortemente indiziario a carico degli indagati di cui si sono resi responsabili tra il 2022 e il 2023.

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