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Etna, scatta l’allarme: fontane di lava alte 400 metri, interdette le zone sommitali

Etna, scatta l’allarme: fontane di lava alte 400 metri, interdette le zone sommitali
Credit: Francesca Giuffrida

La Protezione Civile invita la popolazione e i visitatori a non accedere alle aree interdette e a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali

La Protezione Civile Regionale ha confermato l’attivazione della fase operativa locale di allarme per i comuni dell’area etnea, a seguito dell’innalzamento del livello di allerta del sistema ETNAS, il Sistema di Allerta Rapida per l’Etna. Dopo la dichiarazione dei livelli F1 e successivamente F2, le autorità segnalano un’altissima probabilità di eventi imminenti o già in corso, in particolare la possibile formazione di fontane di lava.

Etna in eruzione: fontane da oltre 400 metri

 L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che “dopo alcune ore di relativa calma, un nuovo episodio di fontana di lava è iniziato al Cratere di Nord-Est alle ore 14:15. L’attività è aumentata molto repentinamente, producendo getti di lava alte 300-400 m e una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico, che si è alzata alcuni chilometri sopra la cima dell’Etna per poi essere spinta dal vento verso ovest. Alle 14:45 l’attività ha cominciato a diminuire, e la fontana è passata a forti esplosioni con bolle di lava, che hanno lanciato materiale piroclastico grossolano fino alla base del cono e oltre. Al momento di rilascio del presente comunicato persiste un’emissione di cenere intermittente. Rispetto all’episodio di fontanamento della mattina questo è stato più energetico, con fontane più alte e una colonna eruttiva più densa. Nel contempo è continuata una modesta attività esplosiva dalla bocca apertasi sul fianco orientale della Voragine, che sta producendo un continuo pennacchio di cenere alto qualche centinaio di metri. Questa attività è tuttora in corso”.

Le misure di sicurezza sull’Etna: cosa è previsto e quali sono i divieti

Alla luce dello scenario di rischio, sono state rafforzate le misure di sicurezza già previste dai piani di protezione civile. In particolare, è stata disposta l’interdizione totale degli accessi sia alla Zona Sommitale (ZS) sia alla Zona a Pericolosità Permanente (ZPP), come indicato nella cartografia ufficiale diffusa dagli enti competenti.

La Protezione Civile invita la popolazione e i visitatori a non accedere alle aree interdette e a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali. I sindaci dei comuni interessati sono chiamati ad adottare le relative ordinanze di interdizione, mentre le strutture operative hanno già attivato i servizi di emergenza previsti dalle procedure dei piani comunali e sovracomunali di protezione civile.

L’evoluzione dell’attività vulcanica è costantemente monitorata dall’INGV, dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile e dalla Protezione Civile regionale, che mantengono un raccordo continuo anche attraverso riunioni operative online. L’obiettivo è seguire in tempo reale lo stato del vulcano e coordinare le misure di mitigazione del rischio a tutela della popolazione.

Le autorità ribadiscono l’importanza di un comportamento responsabile e prudente, sottolineando che eventuali aggiornamenti saranno comunicati tempestivamente attraverso i canali istituzionali.

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