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Etna, si fermano le colate laviche. L’INGV: “Fase di progressivo raffreddamento”

Etna, si fermano le colate laviche. L’INGV: “Fase di progressivo raffreddamento”

Come comunicato dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) infatti, Osservatorio Etneo, i sopralluoghi effettuati dagli esperti tra le 18 e le 21 di ieri, martedì 6 gennaio, hanno certificato un’attività eruttiva non più alimentata.

Dopo giorni di grande attività eruttiva lungo l’area della valle del Bove, ad una quota molto più bassa di quella che si vede più frequentemente, l’Etna ha mostrato dei segnali di attenuazione. Come comunicato dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) infatti, Osservatorio Etneo, i sopralluoghi effettuati dagli esperti tra le 18 e le 21 di ieri, martedì 6 gennaio, hanno certificato un’attività eruttiva non più alimentata. Il tutto è stato svolto tra Rocca Musarra e l’area di Rocca Capra, due delle coinvolte nell’ultima attività dell‘Etna.

Etna, attenuata l’attività eruttiva degli ultimi giorni. Il comunicato dell’Ingv

“I fronti di lava appaiono attualmente fermi e in fase di progressivo raffreddamento. Dal punto di vista sismico, – si legge nella nota elaborata dall’Ingv, l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia – il tremore vulcanico è rientrato su valori medi. La sorgente del tremore è localizzata in corrispondenza del cratere Voragine, a una quota di circa 1800 metri sul livello del mare. Non risultano invece affidabili, al momento, i dati relativi al conteggio e alla localizzazione degli eventi infrasonici, a causa delle avverse condizioni meteorologiche che stanno interessando l’area sommitale del vulcano”.

Infine, discorso analogo anche per quel che riguarda la deformazione del suolo che, a seguito di revisione degli esperti, non evidenzia variazioni davvero significative.

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