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L’Etna torna a farsi sentire: ecco l’eruzione “laterale” di Capodanno

L’Etna torna a farsi sentire: ecco l’eruzione “laterale” di Capodanno

Fortunatamente però, essendo una colata che procede molto lentamente, non esiste alcuna minaccia per i cittadini del paesino etneo.

Già a partire dalla serata di ieri, 1 gennaio 2026, è diventata virale sui social l’eruzione “di Capodanno”, con colate laviche ben visibili da molti dei paesi alle pendici dell’Etna.

Come osservano gli esperti, questa volta sull’Etna si è avuto modo di vedere una eruzione laterale, che sembra addirittura essere stata molto vicina al centro abitato di Milo. Fortunatamente però, essendo una colata che procede molto lentamente, non esiste alcuna minaccia per i cittadini del paesino etneo.

Etna, la “colata laterale” e le verifiche da parte dell’Ingv Osservatorio etneo

Scendendo nei dettagli, il fronte lavico più avanzato si trova a sud di Rocca Musarra a quota 1.580 metri sul livello del mare, mentre la bocca effusiva attiva nella valle del bove dell’Etna si trova in prossimità del monte Simone, a 2.100 metri. Tutto ciò è quanto emerge a seguito delle verifiche dell’Ingv, Osservatorio etneo di Catania che, al suo lavoro, ha intrecciato le immagini satellitari. Per il momento, non si osservano grandi cambiamenti in queste ultime ore, la situazione resta chiaramente sotto il controllo di chi di dovere.

Il punto di Boris Behncke

“Intorno alla mezzanotte di questo capodanno 1 gennaio 2026 i sensori termici su satelliti hanno cominciato a misurare anomalie di calore in corrispondenza dell’Etna e in mattinata alcune immagini satellitari mostravano un nuovo flusso lavico che si stava formando nell’alta Valle del Bove, sotto la cresta di Serracozzo. Si è attivata una frattura eruttiva con alcune bocche, in prossimità del cono di Monte Simone, testimone di un’eruzione nel 1811-1812”.

Così il vulcanologo dell’Ingv-Oe di Catania, Boris Behncke, su Facebook.

Immagine di repertorio

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