Un incontro che in tanti hanno definito “storico” per tutelare e valorizzare l’Etna, e un esposto al tribunale per “proteggerla” dalle privatizzazioni. Mentre si raffredda la colata lavica che da alcune settimane ha puntato i riflettori sul vulcano attivo più alto d’Europa, si riaccende la polemica legata alla fruizione dell’Etna, alla sua potenziale privatizzazione e, in generale sulla necessità di tutelare un patrimonio collettivo, a partire dai Crateri Silvestri, per visitare i quali il proprietario dei terreni ha applicato un ticket di 5 euro.
Un incontro per valorizzare e tutelare l’Etna dalle privatizzazioni
Nella mattinata, una nutrita delegazione di guide ambientali escursionistiche, naturalistiche e di volontariato che operano sul vulcano, hanno incontrato Massimiliano Giammusso, neo presidente dell’Ente Parco, “con l’obiettivo di aprire un confronto ampio e necessario sul presente e sul futuro della fruizione del vulcano”, affermano in una nota i rappresentanti delle numerose realtà presenti, dall’Aigae a Legambiente, da Assoguide a Ferescursionismo, dal Cai al collegio regionale guide Alpine/vulcanologiche.
“L’incontro ha rappresentato un momento raro e significativo – commenta Costanza Milazzo, dell’AIGAE: per la prima volta si sono ritrovate allo stesso tavolo guide, associazioni escursionistiche, ambientaliste e di volontariato che vivono e lavorano quotidianamente sul vulcano. Un confronto ampio e partecipato, necessario perché l’Etna non è soltanto un territorio da amministrare, ma un bene comune, un luogo identitario, un ambiente fragile e, allo stesso tempo, un’opportunità di lavoro e di futuro per molte persone”.
Le richieste
Regole chiare, gestione autorevole e dialogo costante con tutti i soggetti coinvolti: queste le richieste delle associazioni a Giammusso che, come già anticipato al QdS, ha espresso la volontà di avviare un confronto ciclico e strutturato con guide e associazioni, riconoscendo la necessità di un migliore coordinamento, soprattutto nelle fasi di attività vulcanica.
“Sono stati affrontati temi complessi: dalla gestione delle colate laviche alle difformità presenti in area craterica, dal rapporto tra interesse pubblico e proprietà privata alla necessità di strumenti giuridici adeguati – continua Milazzo -. È stata inoltre confermata l’importanza del rinnovo della convenzione con il CAI per la manutenzione della sentieristica”.
Intanto, sul fronte privatizzazione dei Crateri Silvestri, il movimento politico Controcorrente ha presentato un esposto. L’avvocato Massimo Fiumara, promotore del comitato di associazioni di guide e cittadini che ha presentato il ricorso al Tribunale civile di Catania, in questa fase preferisce non rilasciare commenti di merito sulla vicenda. Il ricorso è stato promosso con gli avvocati Michele Giorgianni e Guido Minà nei confronti della Russo Morosoli S.r.l., proprietaria dell’area, e della Russo Morosoli Invest S.p.A., che ha materialmente realizzato e che gestisce la biglietteria, nonché nei confronti del Comune di Nicolosi, quale ente esponenziale chiamato a rappresentare la comunità di cittadini titolare della affermata servitù di uso pubblico. Il giudice ha già fissato un’udienza cautelare a breve termine, per il 21 gennaio. Con l’atto si chiede la sospensione immediata dell’attività di sbigliettamento e delle limitazioni all’accesso ai Crateri Silvestri, ritenute in contrasto con una servitù di uso pubblico consolidata da oltre un secolo. L’esposto si fonda sulla natura pubblica della fruizione del sito, sull’assenza di autorizzazioni ambientali e paesaggistiche e “sul grave pregiudizio arrecato alla collettività, alle guide turistiche e all’immagine complessiva del territorio”. Un atto che potrebbe mettere la parola fine alla querelle.
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