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Rifiuti bruciati e interrati di notte, una bomba ecologica dietro il sequestro di Etnaland

Rifiuti bruciati e interrati di notte, una bomba ecologica dietro il sequestro di Etnaland
Conferenza stampa sul sequestro alla Procura di Catania. Foto di Giuliano Spina.

Gravi violazioni ambientali: questa l’accusa con cui la Procura di Catania ha posto sotto sequestro il noto parco acquatico Etnaland. Ecco cosa è accaduto secondo gli inquirenti.

Il noto parco acquatico Etnaland, situato nel territorio di Belpasso, è stato posto sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta per gravi violazioni di natura ambientale. Le indagini sono connesse a quelle del 2022 in merito a una discarica abusiva dove nel tempo sarebbero stati “incendiati metodicamente i rifiuti prodotti” dalla struttura, meta – soprattutto in estate – di famiglie e turisti da tutto l’hinterland etneo e non solo.

Il provvedimento di sequestro mira a impedire il protrarsi di eventuali condotte irregolari e a consentire ulteriori verifiche tecniche.

Etnaland, perché è stato posto sotto sequestro

Nell’ambito di complesse indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, i militari del nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia Costiera di Catania hanno apposto i sigilli a una discarica abusiva, realizzata in un ampio appezzamento di terreno, in cui pare venissero “incendiati metodicamente i rifiuti prodotti dal contiguo parco acquatico Etnaland“, tra i più vasti e noti dell’intera Sicilia.

Gli operatori intervenuti hanno inoltre sequestrato anche 1.000 metri cubi di rifiuti (assimilabili a solidi urbani) oltre alle attrezzature e ai mezzi utilizzati per la perpetrazione dei reati.

Le indagini

La suddetta specifica attività veniva effettuata a seguito di indagini avviate a partire dal 2022 nel mese di agosto (periodo di massima attività di Etnaland) quando il personale della Guardia Costiera, nel corso di un sorvolo di controllo, aveva notato nell’area adiacente al parco acquatico degli scavi con importanti quantità di rifiuti.

La Procura ha quindi disposto l’attività di videosorveglianza che ha consentito di verificare che “dipendenti o incaricati del parco acquatico Etnaland, ogni pomeriggio, dopo avere raccolto rifiuti del parco acquatico (solo in minima parte differenziati), li avrebbero trasportati nei terreni adiacenti alla predetta struttura ricettiva (controllata da Francesco Andrea Russello, stesso imprenditore presidente del CDA di Etnaland srl)”. Lì, di notte, venivano incendiati e seppelliti all’interno di una buca appositamente scavata nel terreno.

I provvedimenti e i rilievi

A seguito delle indagini condotte inizialmente nei confronti di Russello per le ipotesi di reato di cui agli artt. 256 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) e 256-bis (combustione illecita di rifiuti) del Testo Unico Ambientale, il 31 agosto del 2022 era stato disposto il sequestro dell’intera area, poi convalidato il 6 settembre 2022 dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania.

Nella discarica abusiva – che da visure catastali risulterebbe essere un terreno “di tipo seminativo” – vicina a Etnaland l’incendio e l’interramento di rifiuti sarebbe andato avanti. Il danno ambientale provocato è ancora in fase di quantificazione.

Secondo quanto emerso dalle indagini che hanno portato all’odierno sequestro, Etnaland non risultava dotato né di adeguati impianti di depurazione né di alcun titolo autorizzativo a livello ambientale: “la società – spiega la Procura – risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel 2019), che non veniva sottoposta a rinnovo nonostante i numerosi ampliamenti a cui veniva sottoposta, nel corso del tempo, la struttura ricettiva”.

Il 23 gennaio scorso, i pubblici ministeri della Procura hanno richiesto e ottenuto dal gip di Catania un decreto di sequestro preventivo di tutta la struttura Etnaland per evitare il prorogarsi della situazione e condurre ulteriori accertamenti. I reati di cui sono accusati Francesco Andrea Russello e Etnaland Srl come persona giuridica consistono nell’attività di gestione di rifiuti – anche speciali – non autorizzata, nella combustione illecita di rifiuti, nell’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e nell’inquinamento ambientale.

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