Roma, 7 ago. (askanews) – Gregorio Paltrinieri chiude ai piedi del podio nella tre chilometri knockout sprint agli europei di Nuoto di Parigi. Il 31enne carpigiano – tesserato per Fiamme Oro e Coopernuoto e allenato al Centro Federale di Ostia da Fabrizio Antonelli – risale fino alle prime posizioni dopo essere scivolato indietro, ma non riesce a completare la rimonta e termina quarto in 6’17″0. A conquistare il titolo europeo è l’ungherese David Betlehem, autore di una gara tatticamente perfetta. Il magiaro evita la bagarre nelle fasi più caotiche dello stretto campo gara dell’Île aux Cygnes. Poi piazza l’allungo e tocca in 6’12″9. Argento e bronzo alla Francia con Marc-Antoine Olivier (6’16″2) e Logan Fontaine (6’16″4) con Paltrinieri preceduto soltanto al photofinish. Dopo il bronzo conquistato nella cinque chilometri sulla Senna, l’azzurro rincorreva il podio europeo nella knockout sprint, distanza nella quale aveva già raccolto il quarto posto ai Mondiali di Singapore 2025 e il quinto agli Europei di Stari Grad 2025. Tra i dieci finalisti anche Andrea Filadelli. Il 25enne ligure – tesserato per Marina Militare e Superba Nuoto – chiude decimo in 6’29″6. Si ferma in semifinale Domenico Acerenza.
“Sentivo che ne avevo di più – commenta Gregorio Paltrinieri – Ho ricevuto tante botte, come sempre, negli ultimi 500 metri. Stavo risalendo, ma non c’è spazio: il campo gara della Senna è strettissimo. Non ho una partenza forte come gli altri e quindi mi ritrovo un attimo indietro nei primi giri di boa. Nell’imbuto finale sono stato anche sfortunato e imbottigliato. Sono sempre salito sul podio in Coppa del Mondo nella knockout sprint e oggi era come in una Coppa del Mondo perché ci sono tutti. Il livello è allucinante. Siamo tutti medagliati olimpici”. “Non è stata brutta la gara, è stato brutto il risultato – spiega il 31enne carpigiano campione di tutto – Mi sto sentendo sempre meglio giorno dopo giorno. Purtroppo poi le medaglie non arrivano. Si vive anche di emozioni, non solo di risultati. È stato bello comunque disputare questa gara e mi sono divertito anch’io. Ora testa alla prova a squadre: siamo una grande staffetta e dobbiamo prenderci la rivincita. Ripartirò fiducioso, però sì, c’è da lavorare”. Infine una battuta sul ritiro di Gabriele Detti: “Definirlo compagno di squadra è riduttivo, è un compagno di vita, di tutto. È stato il mio più grande avversario e uno dei miei più grandi amici. Ci siamo divisi ad un certo punto, ma abbiamo continuato a sentirici e stare vicini. Mi fa strano perché è una parte anche di me. Sono contento di tutto quello che abbiamo realizzato insieme e gli auguro un grande futuro”.

