ROMA – La pensione media delle donne (di età pari o superiore a 65 anni) in Italia nel 2024 è stata il 28,6% inferiore a quella degli uomini. I divari maggiori sono stati registrati a Malta (40,3%), nei Paesi Bassi (36,3%) e in Austria (35,6%). Al contrario, il divario è stato minore in Estonia (5,6 %), seguita dalla Slovacchia (8,4 %) e dall’Ungheria (9,6 %). L’Italia registra il nono dato più alto (e quindi peggiore) all’interno dell’Unione europea che, secondo dati Eurostat, conclude il 2024 con un 24,5%. Percentuali molto alte anche in Lussemburgo (32,7), Belgio (31,3), Irlanda (31,1), Spagna (29,2) e Cipro (29).
Il divario pensionistico di genere è definito come la differenza percentuale tra il reddito pensionistico medio (lordo) delle donne e degli uomini. Tale parametro include le prestazioni di vecchiaia, le prestazioni ai superstiti e le pensioni dei piani pensionistici privati individuali.
Dati Eurostat: il gap resta alto anche nelle pensioni mediane
Oltre ai calcoli basati sulle pensioni medie, Eurostat pubblica anche il divario di genere utilizzando i valori pensionistici mediani, cioè il valore medio che separa la metà superiore delle pensioni dalla metà inferiore. A differenza della media, la mediana è meno sensibile a un piccolo numero di valori pensionistici estremamente alti o bassi. Anche in questo caso, però, i dati fotografano differenze non di poco conto. La pensione mediana per le donne nell’UE è stata del 24,9% inferiore a quella per gli uomini. I maggiori divari nelle pensioni mediane sono stati registrati in Lussemburgo (43,3%), Spagna (41,1%) e Paesi Bassi (39,6%), mentre i divari più piccoli sono stati osservati in Estonia (-0,3%), Ungheria (0,4%) e Danimarca (2,7%). L’Italia conserva un dato quasi identico all’elaborazione citata in apertura: 28,5%, continuando a piazzarsi sopra la media UE, all’ottavo posto e quindi tra le percentuali più alte. In altri Paesi, invece, è emersa una situazione che presenta delle differenze che vanno segnalate. Confrontando i risultati in termini medi e mediani, le differenze maggiori sono state registrate in Danimarca, dove il divario nelle pensioni medie era di 12,9 punti percentuali (pp) superiore a quello nelle pensioni mediane, seguito da Belgio (11 pp) e Ungheria (9,2 pp). In alcuni paesi, il caso opposto è stato il divario nelle pensioni mediane, superiore a quello nelle pensioni medie. I divari nelle pensioni mediane sono stati considerevolmente superiori a quelli nelle pensioni medie in Spagna (-11,9 pp), Lussemburgo (-10,6 pp) e Portogallo (-6,5 pp).
Copertura pensionistica: in Italia più uomini che donne ricevono la pensione
I dati elaborati da Eurostat ci dicono anche che, a prescindere dagli importi, gli uomini di età pari o superiore a 65 anni hanno maggiori probabilità di ricevere una pensione rispetto alle donne. Il tasso di copertura pensionistica di genere a livello Ue era pari a 4,1 pp nel 2024, il che suggerisce che le donne avevano meno probabilità degli uomini di ricevere una pensione. Spagna (19,5 pp), Grecia (12,1 pp) e Italia (10,4 pp) hanno registrato i maggiori divari di genere nella copertura pensionistica, a favore degli uomini. Al contrario, Danimarca e Bulgaria (entrambe -2,6 pp), Paesi Bassi e Polonia (entrambe -1,3 pp) hanno registrato divari a favore delle donne. L’Estonia è stato l’unico Paese con un valore pari a zero, a indicare una copertura pensionistica paritaria per uomini e donne. Inoltre, 12 Paesi hanno riportato valori compresi tra -1,0 e +1,0 pp, suggerendo una quasi parità di copertura.

