Circa 2.500 interventi e oltre 1.500 indagini a contrasto degli illeciti economico-finanziari e delle infiltrazioni della criminalità nell’economia nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026. Sono solo alcuni numeri del bilancio della guardia di finanza a Palermo. Questi, invece, numeri in Italia.
Il contrasto all’evasione, 290 persone denunciate
Il contrasto all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali “è un obiettivo identitario della guardia di finanza che, grazie alla sua vocazione investigativa, ha svolto 112 indagini di polizia giudiziaria finalizzate a disarticolare le filiere criminali responsabili di frodi fiscali e connessi profili di riciclaggio”. Queste attività hanno consentito di denunciare 290 persone per reati tributari, di cui 4 arrestate.
All’esito delle indagini delegate dall’autorità giudiziaria sono state sottoposte a sequestro disponibilità patrimoniali e finanziarie costituenti profitto dell’evasione e delle frodi fiscali, per un valore di oltre 30 milioni di euro, nonché cautelato oltre 15 milioni di euro di crediti d’imposta agevolativi in materia edilizia ed energetica inesistenti.
L’azione preventiva
Parallelamente all’azione repressiva, la Guardia di finanza “assicura una costante opera di prevenzione dei fenomeni fraudolenti. Sono state avanzate all’agenzia delle entrate 20 proposte di cessazione della partita Iva nei confronti di soggetti economici connotati da profili di pericolosità fiscale e segnalati per il preventivo “blocco” circa 65mila euro di crediti fiscali non spettanti o inesistenti, al fine di impedirne il possibile utilizzo improprio attraverso la compensazione di debiti fiscali ‘veri’”.
Evasione fiscale internazionale e lavoratori in nero
Sul fronte dell’evasione fiscale internazionale, l’attenzione è stata concentrata sull’individuazione delle più moderne e sofisticate manovre di pianificazione fiscale aggressiva, realizzate anche attraverso piattaforme digitali, l’omessa dichiarazione di plusvalenze tassabili in Italia o maturate nel settore dei cripto asset. È stato assicurato, al contempo, un costante presidio nel contrasto al sommerso economico.
Le attività ispettive, infatti, hanno permesso di individuare 116 evasori totali, ossia esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti al fisco, nonché 1.227 lavoratori in “nero” o irregolari, consentendo di rilevare ipotesi di illecite esternalizzazioni di manodopera e di indebito sfruttamento dei lavoratori.
Oltre 60 tonnellate di tabacchi lavorati sequestrati
Contemporaneamente, è proseguito l’intenso sforzo investigativo connesso al contrasto delle frodi doganali, con particolare riferimento all’abuso dei regimi di ammissione temporanea, alle condotte di “aggiramento” dei dazi antidumping e alla circolazione delle merci che beneficiano di particolari regimi doganali.
Di particolare rilievo l’attività di contrasto al contrabbando di tabacchi lavorati, finalizzata a disarticolare le organizzazioni criminali transnazionali e aggredire i patrimoni illecitamente accumulati: l’azione dei Reparti ha condotto a individuare circa 62 tonnellate di tabacchi lavorati sottoposti a sequestro, a denunciare 55 persone e ad arrestarne 19, intercettando e sequestrando complessivamente 4 opifici clandestini presenti sul territorio nazionale.
Nel settore delle accise sono stati eseguiti oltre 100 interventi che hanno portato al sequestro di oltre 4 tonnellate di prodotti energetici (in conseguenza della rilevazione di fenomeni illeciti di impiego di prodotti petroliferi chimicamente alterati e dell’utilizzo abusivo delle agevolazioni riservate ai prodotti energetici a “uso agricolo) di oltre 100 tonnellate di tabacchi lavorati unionali, di circa 6 milioni di prodotti accessori ai tabacchi da fumo, nonché a 68 denunce con cinque persone in stato di arresto e alla constatazione di tributi evasi per circa 7 milioni di euro. Accertati inoltre un consumo in frode di oltre 10 mila tonnellate di prodotti energetici ed effettuati sequestrati patrimoniali per oltre 15 milioni di Euro.
Nel comparto dei monopoli, che risponde al prioritario obiettivo del Corpo di tutelare i giocatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di garanzia, salvaguardando le fasce più deboli (prima fra tutte, quella dei minori), i controlli e le indagini hanno permesso di scoprire 5 punti clandestini di raccolta scommesse, di verbalizzare oltre 300 persone e di denunciare 135 responsabili.
Nell’area dedicata alla protezione degli animali e delle piante a rischio estinzione, disciplinata dall’accordo internazionale “Cites”, infine, la guardia di finanza ha eseguito 23 controlli, che hanno consentito la denuncia di 2 responsabili e il sequestro, tra gli altri, di 68 animali vivi sottratti al commercio illecito.
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