Milano, 22 set. (askanews) – Exor chiude il primo semestre 2026 con un Nav di 32 miliardi di euro, in calo del 3,7% da fine 2025, appesantito soprattutto dall’andamento di Stellantis. La holding della famiglia Agnelli prosegue intanto nella semplificazione del portafoglio, porterà la liquidità investibile a circa 4 miliardi e annuncia un nuovo buyback fino a 500 milioni di euro.
“La prima metà del 2026 è stata caratterizzata da tensioni geopolitiche e da una persistente incertezza sui mercati di tutto il mondo”, scrive il Ceo John Elkann nella lettera agli azionisti. Il Nav per azione è sceso del 3,9% a 157,9 euro, contro il +11,8% dell’Msci World.
A pesare maggiormente è stata Stellantis, unica tra le quattro principali partecipazioni a registrare un calo del titolo nei primi sei mesi. Il total return è stato negativo del 47% e il valore della quota Exor è sceso a 2,2 miliardi dai 4,3 miliardi di fine 2025. Elkann ha però espresso fiducia nel piano Fastlane 2030, sostenuto da 60 miliardi di investimenti: “I primi risultati sono incoraggianti”, scrive.
Ferrari resta la maggiore partecipazione di Exor, con un valore di 12,3 miliardi e un total return del 3%. Cnh ha registrato +27%, Philips +6% e Iveco Group +5% grazie al dividendo straordinario, mentre Juventus ha segnato -29%. Nel complesso il valore delle partecipazioni quotate è sceso del 6,4% a 24,5 miliardi.
Su Ferrari, Elkann ha ribadito che “la nostra convinzione resta forte come sempre”. Exor ha inoltre aggiornato l’accordo con Philips, che consente alla holding di aumentare fino al 22% la partecipazione nel gruppo olandese, confermando il sostegno alla sua strategia di lungo termine.
Sul fronte delle dismissioni, Exor ha completato le cessioni di Gedi, Lifenet e Nuo, mentre Iveco Group ha venduto la divisione Defence a Leonardo e Tata Motors ha lanciato l’offerta sulle restanti attività, con closing atteso a novembre. È stato inoltre raggiunto l’accordo per vendere Welltec, operazione che dovrebbe garantire un ritorno di circa 2,4 volte l’investimento e porterà la liquidità investibile a circa 4 miliardi.
“Siamo soddisfatti delle dismissioni realizzate quest’anno e dei rendimenti che hanno generato”, afferma Elkann. Le operazioni renderanno Exor “finanziariamente più forte e strutturalmente più semplice”, consentendo anche “un nuovo investimento della stessa dimensione di Philips”.
Nel semestre Exor ha incassato quasi un miliardo di euro dalle cessioni e dal dividendo straordinario di Iveco e ha investito circa 300 milioni nelle strategie di Lingotto.
Il buyback fino a 500 milioni sarà eseguito sul mercato fino ai prossimi risultati finanziari di marzo 2027. Elkann sottolinea che il titolo continua a trattare a “un sostanziale sconto rispetto al Nav”, pari al 57,6% a fine giugno, e non riflette, secondo Exor, il valore intrinseco del portafoglio.
Nella lettera Elkann cita infine Vento, che compie dieci anni: dal 2016 ha sostenuto oltre 210 startup, contribuendo alla creazione di più di 3mila posti di lavoro in società che valgono complessivamente oltre 3 miliardi di euro. “Restiamo impegnati su focus, semplificazione e prudenza nel 2026”, conclude.

