Facciamoli pensare ad altro - QdS

Facciamoli pensare ad altro

Fleres Salvo

Facciamoli pensare ad altro

mercoledì 22 Aprile 2020 - 00:00
Facciamoli pensare ad altro

La "strategia della distrazione" strumento per il controllo sociale

“Uno degli strumenti maggiormente adoperati per determinare un alto grado di controllo sociale è quello della cosiddetta “strategia della distrazione”, il cui elemento centrale è rappresentato dalla capacità di distogliere l’attenzione del pubblico da questioni realmente importanti.
Ma non basta. È necessario, infatti, tenere basso il grado di conoscenza nei campi più importanti: la scienza, l’economia, la psicologia, la medicina, il diritto, la storia, per consentire la diffusione di informazioni, verosimili ma false, in grado di distrarre. Normalmente, si comincia con il mantenere il pubblico occupato in questioni di marginale importanza, impedendogli di avere il tempo di pensare ad altro. Poi, ci si comporta come il ladro che ti ruba la macchina per poi fartela ritrovare. Gli esperti definiscono questo sistema come il metodo del “problema-reazione-soluzione”, così da stimolare l’adozione delle misure che si intendono adottare.

Talvolta, però, le soluzioni possono essere troppo drastiche, dunque, le si applicano gradualmente o le si fanno passare per “dolorose ma necessarie”. In tal senso è indispensabile usare un linguaggio semplice e rassicurante, ma è opportuno pure che si curi l’aspetto emozionale della comunicazione.
L’obiettivo, tuttavia, non sarebbe raggiunto se, nel tempo, non si fosse, mantenuto il pubblico in una condizione di tendenziale ignoranza, abbassando la qualità dell’istruzione e dell’educazione, ma avendo cura di stimolare il compiacimento e l’apprezzamento verso la mediocrità, che fa tanto eguaglianza, ma che è tutt’altro: al massimo è livellamento.

Se tutto quanto detto non dovesse essere sufficiente, sarà allora necessario stimolare il senso di colpa, attribuendo a ciascuno responsabilità di altri ma provocando l’incapacità di reagire. Infine, bisogna sforzarsi di conoscere bene la società nella quale agire, più di quanto essa conosca se stessa, e se non ci si riuscisse bisognerà provvedere a disorientarla oppure a impaurirla, fino a paralizzarne qualsiasi reazione.

Se avrete avuto la pazienza di leggere questa nota fino alla fine, non vi sarà sfuggita una certa affinità con quanto sta accadendo in questi ultimi anni, soprattutto in Sicilia. Basterebbe rendersene conto e agire di conseguenza, magari evitando di credere agli imbonitori, agli ignoranti, ai confusionari ed ai gestori del bisogno e della miseria.

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