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“Fake news” su esami maturità in Sicilia campagna della polizia

Michele Giuliano

“Fake news” su esami maturità in Sicilia campagna della polizia

mercoledì 17 Giugno 2020 - 00:00
“Fake news” su esami maturità in Sicilia campagna della polizia

Formula inedita: niente scritti, solo colloquio orale, e protocollo di sicurezza. Informazioni “fantasiose” su come si svolgeranno le prove ai tempi del Covid

PALERMO – Contro le fake news attorno agli “anomali” esami di Stato che iniziano oggi, scende in campo in Sicilia persino la polizia postale e della comunicazione con una campagna informativa mirata a contrastare le cosiddette “fake news”. Notizia false che possono disorientare studenti e famiglie, e che quindi possono ingenerare problemi legati anche alla preparazione del ragazzo pregiudicandone l’esito finale.

Gli agenti si sono schierati al fianco di Skuola.net, il più grande portale italiano fondato 20 anni fa dedicato all’informazione su ciò che riguarda gli studenti e le famiglie nello scenario scolastico. La cosa certa è anzitutto che non ci saranno come in passato le fughe di notizie legate alle tracce d’esame e neanche la lotta contro l’uso degli smartphone durante le prove.

Il rischio della disinformazione è legato al fatto che l’esame di Stato di quest’anno, che verrà ricordato come quello svolto ‘ai tempi del coronavirus’, presta benissimo il fianco a interpretazioni sbagliate.

Una maturità la cui veste definitiva è stata ufficializzata solo un mese fa per via delle incertezze legate allo scenario epidemiologico e alle relative misure da adottare. La sessione 2020 avrà così una formula del tutto inedita: niente scritti ma solo un colloquio orale, peraltro diverso dal passato. Con, in più, un Protocollo di sicurezza da osservare per svolgere la prova in presenza a scuola. Un lungo elenco di informazioni che i maturandi non hanno ancora pienamente digerito.

L’obiettivo di “Maturità al sicuro” è sempre quello di contrastare alla vigilia dell’esame fake news, bufale e leggende metropolitane. Per evitare che i ragazzi non perdano tempo prezioso dietro a notizie fuorvianti. Ma, soprattutto, per tranquillizzarli. Visto che, travolti da un’enorme quantità di consigli (spesso dall’approccio pessimistico) per evitare il contagio da Covid-19, è come se tra gli studenti si sia diffuso una sorta di terrore da orale ‘dal vivo’. A confermarlo è l’annuale monitoraggio realizzato da Skuola.net per la Polizia di Stato, su un campione di circa 5.000 studenti del quinto anno delle superiori. Che stavolta si è concentrato proprio sulle norme socio-sanitarie adottate dal ministero dell’Istruzione in base alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico.

Circa 1 maturando su 4, ad esempio, pensa che sarà costretto ad avere la mascherina ben fissata sul volto per tutta la sua permanenza nell’edificio scolastico, anche durante il colloquio; quando, invece, le ‘Linee Guida’ concedono allo studente, la possibilità di ‘abbassarla’ per svolgere il colloquio, visto che la disposizione delle postazioni impone il rigido rispetto di un distanziamento di almeno due metri tra i presenti in aula. E il 21% è rassegnato all’idea di doversi presentare a scuola da solo, senza nessuno; mentre il protocollo non vieta a un accompagnatore (uno soltanto) di assistere all’esame.

Un tema particolarmente controverso è quello sulle regole per l’accesso a scuola: agli studenti (e ai commissari) non verrà misurata la febbre ma gli basterà produrre una dichiarazione che attesti l’assenza di sintomi riconducibili al Covid-19. Peccato che solo 1 su 3 ne sia al corrente; la maggioranza (46%) pensa che invece la misurazione della temperatura sarà obbligatoria; mentre il 19%, all’esatto opposto, è convinto che non ci sarà alcun controllo in tal senso. Lo stesso si può dire per la questione guanti: nessun obbligo, secondo il Protocollo basterà igienizzarsi frequentemente le mani (con i gel messi a disposizione dall’istituto), ma solo 1 su 2 è aggiornato su questa procedura.

L’unico passaggio veramente chiaro è quello dei tempi di permanenza nelle strutture: quasi tutti (92%) sanno che potranno arrivare circa 15 minuti del proprio esame e che dovranno andare via immediatamente una volta finita la prova.

Nell’ottica sempre dell’informazione, per rafforzare il messaggio utilizzando un linguaggio più vicino a quello dei maturandi, è stato anche realizzato un video in collaborazione con lo youtuber Nikolais, che è stato diffuso su Skuola.net e sui suoi canali Facebook, Instagram e YouTube. Un contenuto ironico che passa in rassegna i comportamenti sbagliati che uno studente potrebbe assumere leggendo in modo distorto il Protocollo di sicurezza: ci sono il negazionista e il fobico, l’assembratore e l’ansioso, il collezionista e il distanziatore sociale.

In più, gli operatori dei commissariati di polizia online anche quest’anno saranno a disposizione dei ragazzi nelle ore immediatamente precedenti l’inizio del maxi-orale, per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle informazioni che circolano in rete.

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