ROMA – È disponibile e viene alimentato (almeno in parte) già da diversi anni, ma la sua piena operatività è ancora frenata dalla scarsa “adesione” dei pazienti. Complice anche una campagna comunicativa che, forse, non ha sortito gli effetti sperati. Il Fascicolo sanitario elettronico, istituito nel 2012, svolge una funzione importante per la digitalizzazione e l’efficienza dei sistemi di cura. Mette a disposizione di strutture e operatori sanitari (o almeno dovrebbe farlo, visto che secondo i dati ministeriali molti documenti non risultano ancora caricati) l’intera storia clinica del paziente. In questo modo è possibile erogare un trattamento medico su misura, visionando con un click i trascorsi sanitari dell’assistito. Il tutto, però, a patto che il paziente abbia prestato il proprio consenso alla consultazione dei documenti caricati. E in questo momento, in Sicilia come in altre regioni italiane (più al Sud che al Nord), il consenso è molto basso.
Le modifiche normative
Una delle più importanti novità introdotte con l’aggiornamento normativo del Fascicolo sanitario elettronico, è quella per cui la sua attivazione oggi non fa più capo al paziente. Il decreto legge 179 del 18 ottobre 2012 (convertito in legge nel dicembre successivo), istituendo l’Fse prevedeva all’articolo 12 due tipi di consenso: quello al caricamento dei documenti digitalizzati, cioè all’alimentazione del Fascicolo, e quello alla consultazione di queste informazioni da parte del personale sanitario. Le cose sono cambiate con il decreto legge 34 del 19 maggio 2020, il cosiddetto decreto Rilancio, che ha abrogato l’articolo 12 (comma 3-bis) della vecchia diposizione normativa, slegando il caricamento dei documenti dal consenso del paziente. Insomma, allo stato attuale, il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 viene attivato da Regioni e Province autonome e alimentato “in automatico” da aziende e strutture sanitarie oltreché dai professionisti del settore. Il portale è quindi arricchito da questi soggetti con i documenti che tracciano la biografia clinica del paziente a prescindere dal suo assenso e per il solo fatto che quest’ultimo è iscritto al Servizio sanitario nazionale.
Il nodo del consenso alla consultazione
Il decreto Rilancio, però, non ha abrogato la norma sul consenso per quanto riguarda la consultazione delle informazioni digitalizzate e caricate sul portale. Pertanto, pur con un Fascicolo funzionante e aggiornato, il personale sanitario non può visionare i documenti senza che il diretto interessato abbia acconsentito. È bene precisare che la norma (articolo 12 comma 5 del decreto legge 179/2012) nei casi di emergenza autorizza comunque la consultazione, anche in mancanza del consenso. Tuttavia, in linea generale, la riluttanza del paziente o la scarsa conoscenza di questo strumento e della sua utilità può per ovvie ragioni ostacolare il pieno funzionamento del meccanismo sotteso al Fascicolo sanitario elettronico.
I dati sul consenso nelle regioni
In Sicilia, secondo l’ultima rilevazione del ministero della Salute (settembre 2025), soltanto 1,2 milioni di persone su un totale di 4,8 milioni (appena il 26%) hanno prestato il consenso. Ci sono regioni con livelli ancora più bassi, come Abruzzo (2%), Calabria (2%) o Molise (6%). Ma il limitato coinvolgimento dei pazienti è più una questione meridionale che nazionale. In Emilia Romagna, ad esempio, quasi tutti hanno acconsentito (92%) e ottimi risultati sono stati raggiunti da altri “protagonisti” del Nord come il Veneto (89%), il Friuli Venezia Giulia (82%) e la Provincia autonoma di Trento (90%).
Documenti ancora da digitalizzare
Resta inoltre da chiudere anche il percorso di alimentazione del Fascicolo. Un’incombenza che, come specificato, fa capo all’amministrazione sanitaria. Secondo i dati del ministero, risultano digitalizzati e caricati nei sistemi di tutte le regioni italiane solo 6 tipologie di documento su 28. Invece, per quanto riguarda nello specifico la Sicilia, in base ai dati più recenti risalenti allo scorso settembre, i documenti disponibili sul Fascicolo sanitario elettronico sono 17 su un totale di 28. Per la precisione, i documenti caricati nei sistemi dell’Isola sono certificato vaccinale, erogazione di prestazioni di assistenza specialistica, erogazioni farmaci a carico Ssn e non a carico Ssn, dimissioni ospedaliere, prescrizioni farmaceutiche Ssn e non Ssn, prescrizione visita specialistica, profilo sanitario sintetico, referto anatomia patologica, referto laboratorio, referto radiologia, referto specialistico ambulatoriale, scheda di singola vaccinazione, taccuino personale dell’assistito, verbale di pronto soccorso, certificato di malattia.
I documenti mancanti e la formazione del personale
I restanti 11 documenti non ancora caricati sui Fascicoli in Sicilia sono, invece, cartelle cliniche, lettera invito screening o altri percorsi di prevenzione, lettera invito vaccinazione, tesserino portatori impianto, bilancio di salute, certificato fine isolamento Covid19, certificato guarigione Covid19, certificato ricovero, certificato medico, piano assistenziale individualizzato, piano diagnostico terapeutico assistenziale. In Sicilia le Aziende sanitarie stanno premendo sull’acceleratore per la formazione del personale sanitario. Di recente, anche l’Asp di Catania ha avviato il suo percorso di adeguamento, facendo seguito alle strutture di Palermo e Messina. Proprio in questi giorni l’Azienda sanitaria peloritana ha annunciato di aver tagliato il traguardo dell’80% di medici e pediatri giunti al termine del percorso di formazione. Uno sprint indispensabile, tanto più che l’obiettivo sarebbe quello di un Fascicolo sanitario elettronico funzionante in modo “uniforme” in tutto il territorio nazionale entro il prossimo 31 maggio.

“Sollecitati interventi normativi per permettere trattamento dati”
Il Fascicolo sanitario elettronico può davvero rappresentare una svolta per l’efficienza della sanità siciliana. Per questo, il fatto che appena il 26% dei pazienti dell’Isola abbia dato il suo consenso è uno scoglio che la Pubblica amministrazione deve superare. Abbiamo chiesto all’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, se la Regione sta elaborando una strategia per consentire allo strumento di svolgere a pieno la sua funzione.
“La gestione delle attività relative al potenziamento del Fascicolo sanitario elettronico – ha spiegato Faraoni al Quotidiano di Sicilia – è rientrata sino a questo momento nella responsabilità del dipartimento Dasoe, che ha anche avuto il compito di seguire passo dopo passo le attività delle Aziende. È necessaria un’azione promotrice forte per coinvolgere tutto il sistema, compresa l’adesione del cittadino. Su questo argomento si stanno confrontando anche le Regioni che, in Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, hanno sollecitato la proposizione di interventi normativi che possano consentire trattamenti dei dati sensibili con superamento di alcune barriere che in atto sono un problema per tutta l’attivazione del nuovo sistema”.
“Ciò posto – ha poi sottolineato l’inquilina di piazza Ottavio Ziino – stiamo sollecitando tutto il territorio, attraverso anche le nuove strutture, a promuovere un’azione di sviluppo della consapevolezza dei cittadini in ordine alla necessità di esprimere il consenso. A oggi, la Regione ha rispettato gli obiettivi assegnati dal ministero della Salute con riferimento alla misura del Pnrr riconducibile all’obiettivo posto per l’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico per il finanziamento della spesa. Come attestato dal Dipartimento per la Transizione digitale (Presidenza del Consiglio dei ministri), sono stati raggiunti gli indicatori previsti per gli anni 2023-2024-2025 il cui conseguimento era condizione necessaria per l’ottenimento delle annualità dei finanziamenti”.
“È opportuno ricordare – ha concluso Faraoni rispondendo al nostro giornale – che il numero complessivo dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta deputati al conferimento dei dati sanitari sul Fascicolo è pari, per la Regione siciliana, a circa 5 mila unità (di cui 4.300 medici e 700 pediatri). Il target dell’85% dei medici di medicina generale da coinvolgere nell’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico, da perseguire entro il secondo trimestre 2026, è stato già conseguito dalla Regione, avendo valorizzato una percentuale pari al 93,2%. Restano da conferire i profili sanitari sintetici, la cui alimentazione è vincolata agli aggiornamenti da effettuarsi sugli applicativi in dotazione dei medici delle cure primarie”.
Come dare via libera alla consultazione compilando i moduli e con Spid-Cie-Ts
Come previsto dalla normativa attualmente in vigore, il Fascicolo sanitario elettronico non deve essere “aperto” dal paziente, ma viene già attivato dall’amministrazione sanitaria che, tramite strutture e professionisti, provvede alla sua alimentazione. È però indispensabile dare il consenso alla consultazione dei documenti e questo, sì, spetta al paziente.
Le modalità per prestare il proprio consenso sono simili in tutte le regioni, anche se a volte sono stati introdotti sistemi più sofisticati capaci di agevolare la pratica. Come, per fare un esempio, nel caso della Regione Toscana che (oltre ai metodi tradizionali) ha anche messo a disposizione un’apposita app Salute per smartphone e tablet, e ha dislocato nel territorio alcuni totem elettronici dai quali è possibile acconsentire all’uso dei propri documenti.
Nel caso della Regione Sicilia i metodi sono due. È possibile, intanto, prestare il consenso compilando l’apposito modulo e consegnandolo al proprio medico. I moduli in questione, inclusa l’informativa sul trattamento dei dati personali, possono essere scaricati dal sito della Regione, accedendo al portale del Dipartimento della Pianificazione strategica (assessorato alla Salute) e selezionando la voce “Altri contenuti”. Verrà visualizzato un elenco nel quale è presente il link al Fascicolo sanitario elettronico e ai moduli scaricabili.
L’alternativa smart, invece, permette al paziente di prestare il consenso accedendo al proprio Fascicolo sanitario elettronico tramite Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) e Ts-Cns (Tessera sanitaria-Carta nazionale dei servizi). Il portale può essere trovato con una ricerca diretta sul browser oppure seguendo lo stesso percorso per il recupero dei moduli cartacei, cliccando infine su “Accedi al Fascicolo sanitario elettronico”. Una volta effettuato l’accesso, occorrerà consultare la voce “Privacy” e spuntare il riquadro relativo al consenso.

