Fatal error, ossia “errore fatale” è il messaggio che ci avvisa che si è verificato un problema che provoca l’arresto di un programma. Questo è proprio ciò che sembra essere successo a Donald Trump nella guerra contro l’Iran iniziata alla fine di febbraio. Aver decapitato il vertice della Repubblica Islamica non ha innescato la rivolta contro il regime teocratico, ma ha provocato il blocco dello stretto di Hormuz. Dei 100 milioni di barili al giorno che consuma il pianeta, ben 20 passano da quel tratto di mare e l’impatto lo vediamo sul prezzo della benzina. Come spesso è accaduto nella storia la guerra lampo si sta trasformando in guerra di attrito, che in breve tempo potrebbe portare ad una recessione mondiale.
Iran: ignoranza strategica e sottovalutazione di un sistema di potere costruito per resistere
Pensare che bastasse far fuori la leadership iraniana per spingere un popolo scontento a cambiare regime dimostra un’ignoranza completa dell’Iran, della sua storia, del suo sistema di potere e della sua preparazione militare. La Repubblica Islamica si è strutturata per decenni a questa evenienza, sapendo bene come reagire. Gli iraniani non sono arabi, sono mussulmani ma sciiti, non sunniti. Una scelta che risale a cinque secoli fa decisa proprio per rimarcare la differenza con i propri vicini. Il sistema di potere è stato impostato in modo da resistere in caso di attacco, così come il finanziamento di Hamas, per contrastare la potenza militare israeliana, e degli Houti, spina nel fianco dell’altra grande potenza del Golfo, l’Arabia Saudita.
Stretto di Hormuz blindato, recessione in arrivo: Trump costretto a trattare con gli Ayatollah
Lo stretto di Hormuz è stato fortificato per resistere a questo tipo di attacchi. Poiché queste cose sono arcinote, non resta che pensare che siano state molto sottovalutate dagli Stati Uniti quando è stato sferrato l’attacco. L’Iran ha già dichiarato di aver vinto la guerra, togliendo a Trump la possibilità di andarsene in qualunque momento dicendo di aver sconfitto il nemico, e adesso, con una delle sue tante giravolte si trova a dover scendere a patti con gli Ayatollah per salvare il salvabile della sua presidenza.

