Milano, 28 giu. (askanews) – Fattoria Sardi celebra la 15esima vendemmia di “Primavere Rosé”, il vino che più di ogni altro identifica il progetto della tenuta lucchese sul rosato. L’annata 2025 segna un passaggio importante per l’azienda biodinamica delle Colline Lucchesi e per un’etichetta che, dalla prima vendemmia del 2010, ha costruito la propria identità attorno a una scelta allora poco frequente in Toscana: fare del rosato non una tipologia laterale, ma un progetto enologico preciso, pensato fin dalla vigna.
Il numero riportato in etichetta segue proprio questa storia e conta in progressione le annate trascorse dalla prima vendemmia. Il nome “Primavere” richiama invece una scelta produttiva precisa: il vino viene imbottigliato a febbraio e immesso sul mercato in primavera, quando la nuova stagione inizia. È una logica che accompagna il rosato fin dall’origine e che oggi trova nel 2025 il suo quindicesimo capitolo.
All’origine del progetto ci sono Matteo Giustiniani e Mina Samouti, che hanno scelto di puntare sul rosato quando in Toscana questa tipologia non era ancora letta come un vino con un profilo autonomo e una sua centralità tecnica. Decisivo, in quella fase, è stato l’incontro di Matteo Giustiniani con Denis Dubourdieu durante gli studi enologici a Bordeaux. “Ho avuto la fortuna di lavorare con Denis Dubourdieu, enologo di riferimento internazionale e consulente di importanti cantine provenzali, e quell’esperienza è stata determinante. Ci ha convinti che questo territorio fresco e soleggiato, con un’ampelografia dominata da Vermentino e Syrah, avesse tutte le condizioni per dare vita a un grande rosato. Era il 2010 e per un’azienda toscana era una scelta inconsueta, ma eravamo certi della direzione”.
“Primavere Rosé” è un Toscana Igt Rosato ottenuto da uve biologiche di Sangiovese, Syrah e Vermentino, varietà impiantate in azienda per valorizzare il rapporto tra clima e suolo della Valfreddana, a pochi chilometri da Lucca. Qui il nome stesso della zona restituisce il carattere del microclima: correnti fresche che si incanalano tra le colline portano notti estive fresche e inverni rigidi, in contrasto con l’esposizione sud-est della tenuta, luminosa e ben soleggiata. A questo si aggiungono i suoli alluvionali originati dal Serchio e dalla Freddana, con un’alternanza di ciottoli, sabbia e limo che dà origine a terreni sciolti e ben drenati. Da questa combinazione nascono mosti sapidi, profumati e con una marcata acidità naturale, su cui Fattoria Sardi ha costruito negli anni una cifra riconoscibile fatta di leggerezza, croccantezza e bevibilità.
Su questa base si innesta l’annata 2025, aperta da abbondanti piogge primaverili e segnata poi da diverse ondate di calore tra maggio e giugno. Agosto e settembre hanno invece offerto un andamento considerato ottimale, con giornate soleggiate, temperature fresche e buone precipitazioni. Ne esce un’annata più calda della media, ma equilibrata nelle fasi decisive della maturazione. Secondo l’azienda, il risultato è un rosato dal carattere più solare, con un colore più intenso rispetto al consueto rosa tenue e un profilo aromatico che si muove su frutta rossa, pesca e melone, con un tratto meno citrico e più avvolgente.
La costruzione del vino parte dalla vigna e solo dopo arriva in cantina. Il Sangiovese viene raccolto per primo e pressato a grappolo intero; seguono Vermentino e Syrah, raccolti insieme con una quota di Sangiovese e sottoposti a macerazione a freddo per estrarre rotondità, colore e aromi; infine arriva il Syrah in purezza. La fermentazione è spontanea, guidata da lieviti indigeni con l’aggiunta di pied de cuve. L’affinamento procede su fecce fini con batonnage fino a dicembre, in cemento e acciaio inox, senza passaggi in legno. Alla fine circa 30 lotti differenti, dal bianco al rosato più carico, vengono assemblati per costruire il vino finale.
L’imbottigliamento precoce di febbraio non è dunque un dettaglio tecnico, ma una scelta che appartiene al senso stesso di “Primavere Rosé”: fermare il carattere della vendemmia e consegnarlo alla bottiglia prima che una nuova stagione ne cambi il ritmo. È una logica che ha accompagnato tutte le annate del vino e che oggi contribuisce a dare al traguardo della 15esima vendemmia un valore che va oltre la semplice ricorrenza.
Il percorso del rosato si inserisce in una realtà aziendale più ampia. Fattoria Sardi, di proprietà della famiglia Giustiniani da oltre due secoli, si trova tra l’Appennino e il Tirreno, a circa 5 chilometri da Lucca, e si estende su 45 ettari complessivi. Le varietà coltivate sono Vermentino, Trebbiano, Sauvignon, Sangiovese, Syrah e Merlot. La produzione annua si attesta intorno alle 160mila bottiglie e proprio i rosé rappresentano il progetto più importante dell’azienda, che affianca all’attività vitivinicola anche ospitalità e ristorazione e lavora secondo pratiche biologiche e biodinamiche.

