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Fed, Warsh, veterano dell’istituzione con forti legami a Wall Street

Fed, Warsh, veterano dell’istituzione con forti legami a Wall Street

Il nuovo presidente scelto da Trump, lucido in situazioni di difficoltà

Roma, 30 gen. (askanews) – Otto anni fa, nel 2017, durante il primo mandato di Donald Trump, Kevin Walsh era stato già un contendente per rilevare la presidenza della Federal Reserve. Ma allora, secondo ricostruzioni di stampa, il presidente Usa lo avrebbe ritenuto troppo giovane, aveva 47 anni, per guidare la più importante istituzione monetaria del mondo.

Oggi, a 55 anni è ancora relativamente giovane per la posizione, ma è ritenuto un banchiere centrale esperto, con stretti legami con gli ambienti di primo piano a Wall Street e nessuno si è messo di traverso quando, dopo una lunga fase di valutazioni – accompagnata da continui e duri attacchi contro il presidente uscente, Jerome Powell che pure sempre lo stesso Trump aveva deciso di nominare – ora la scelta è caduta su di lui.

Alcuni commentatori lo hanno inquadrato come orientato a politiche monetarie restrittive, tendenzialmente un “falco” o quasi. Ma questa catalogazione non è condivisa, c’è infatti chi lo considera più un centrista.

Di sicuro Warsh si è dimostrato favorevole in varie situazioni di necessità a operare tagli anche energici ai tassi di interesse, ma al tempo stesso ha espresso una chiara ostilità all’espansione forsennata del bilancio della Federal Reserve, tramite massicci acquisti di titoli pubblici e finanziari.

Ha avuto un ruolo di primo piano durante la difficile crisi finanziaria del 2007-2009, in particolare nel disegnare i programmi di intervento per evitare le crisi bancarie, dopo quella deflagrata su Lehman Brothers. Diversi banchieri citati dal Financial Times e da Cnbc elogiano le sue capacità, in particolare quella di mantenere la lucidità durante le fasi di alta tensione. In quel periodo difficile, la sua conoscenza diretta degli ambienti delle finanza Usa gli consentì di discernere quelle che erano semplici richieste o rivendicazioni degli operatori, da quelle che erano indicazioni e informazioni effettivamente cruciali per la gestione della crisi, riportano alcune ricostruzioni.

In attesa di vedere come si muoverà alla guida dell’istituzione -restano ancora due riunioni del direttorio, il Fomc, a marzo e ad aprile, prima che scada il mandato di Powell – la reazione iniziale dei mercati è stata piuttosto positiva. In particolare eloquente è stata la risalita del dollaro, ha segnato netti apprezzamenti e in serata l’euro cala 1,1868 sul biglietto verde, laddove pochi giorni prima aveva infranto al rialzo la soglia di 1,20, sui massimi da oltre quattro anni.

Indipendentemente dalle sue capacità di economista e esperto di diritto, di tecnico, un elemento impegnativo che Warsh si troverà di fronte sarà quello di ricucire i rapporti tra la Fed e le altre istituzioni federali, senza compromettere l’autonomia della Banca centrale, che molti osservatori reputano danneggiata dallo scontro con la Casa Bianca. (The Hoover Institution)