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Federbio ad eurodeputati: fermate deregulation dei nuovi Ogm

Federbio ad eurodeputati: fermate deregulation dei nuovi Ogm

A rischio il futuro del biologico europeo

Roma, 15 giu. (askanews) – FederBio, la Federazione Italiana dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica, rivolge un appello agli eurodeputati italiani in vista del voto del Parlamento Europeo del prossimo 17 giugno sulla proposta di regolamento relativa alle piante ottenute attraverso le nuove tecniche genomiche (NGT). Secondo FederBio, il testo in discussione rappresenta una “pericolosa deregolamentazione” degli organismi geneticamente modificati ottenuti mediante NGT, eliminando strumenti essenziali di tutela quali la valutazione del rischio, la tracciabilità, i metodi di rilevamento, l’etichettaturae le norme sulla responsabilità in caso di contaminazione.

“Si tratta di una scelta che mette in pericolo il diritto degli agricoltori e dei cittadini europei a produrre e consumare alimenti liberi da OGM, vecchi e nuovi, compromettendo la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori”, dichiara Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio.

Equiparare la maggior parte delle varietà ottenute tramite NGT/TEA alle piante convenzionali senza prevedere norme chiare ed efficaci per la separazione delle filiere, “rischia di rendere impossibile per gli agricoltori biologici garantire l’assenza di nuovi OGM nei propri processi produttivi, mettendo in discussione uno dei principi fondanti del biologico e causando danni economici, agricoli e ambientali potenzialmente irreversibili. Per queste ragioni, FederBio chiede ai membri italiani del Parlamento Europeo di respingere la proposta e di mantenere le NGT all’interno dell’attuale quadro normativo europeo sugli OGM, previsto dalla Direttiva 2001/18/CE.

Qualora non fosse possibile raggiungere una maggioranza per il rigetto del testo, FederBio sostiene la necessità di introdurre garanzie imprescindibili tra cui il mantenimento della tracciabilità obbligatoria lungo tutta la filiera, l’etichettatura dei prodotti derivati da NGT, la pubblicazione dei metodi di identificazione e rilevamento, efficaci misure di coesistenza tra coltivazioni e un chiaro regime di responsabilità e risarcimento in caso di contaminazione.

Prioritaria attenzione viene richiesta sul tema della proprietà intellettuale, affinché i brevetti non possano estendersi alle piante e alle sementi esistenti in natura o coltivate dagli agricoltori. “Facciamo appello agli Europarlamentari affinché sostengano gli emendamenti che limitano l’ambito di protezione dei brevetti per impedire la privatizzazione di caratteristiche vegetali che si trovano in natura e per rafforzare la certezza del diritto per gli agricoltori”, continua Mammuccini.

Per Mammuccini le NGT restano a tutti gli effetti organismi geneticamente modificati “e il biologico non ne consente l’utilizzo – precisa Mammuccini – Eliminare obblighi essenziali come la valutazione del rischio, l’etichettatura e la tracciabilità comprometterebbe la separazione delle filiere e la tenuta dei modelli agroecologici e sostenibili, che fanno della biodiversità il principale presidio di sicurezza alimentare, di resilienza ai cambiamenti climatici e alle patologie vegetali. Riteniamo indispensabile che anche sulle NGT venga garantita una rigorosa valutazione del rischio e che siano sviluppati metodi affidabili per identificarne i prodotti”, conclude.