Roma, 25 mar. (askanews) – La conclusione dei negoziati per l’Accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia, in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e dalla necessità di rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, è una notizia positiva, soprattutto perché, in una fase in cui le dipendenze economiche possono trasformarsi in vulnerabilità strategiche, “costruire relazioni commerciali solide con partner affidabili rappresenta una priorità per l’Europa”. Lo sottolinea in una nota il preesidente di Federprima, Serafino Cremonini.
L’accordo prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee, con un risparmio stimato di circa 1 miliardo di euro annuo e un potenziale incremento delle esportazioni UE fino al +33% nel prossimo decennio. In ambito agroalimentare, si aprono nuove opportunità per numerosi prodotti europei, mantenendo al contempo strumenti di tutela per i comparti più sensibili.
Per il settore delle carni, l’intesa introduce contingenti tariffari limitati e progressivi: 30.600 tonnellate per la carne bovina (circa lo 0,5% del consumo UE) e 25.000 tonnellate per le carni ovine e caprine (circa il 4%), con introduzione graduale nel tempo.
Se per il comparto bovino i volumi appaiono complessivamente gestibili, “maggiori elementi di attenzione” emergono invece per il settore ovino, dove “l’apertura prevista insiste su un mercato più ristretto e strutturalmente sensibile”. Federprima richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di garantire una tutela piena ed effettiva delle produzioni europee di qualità, soprattutto a marchio tutelato, che non si esaurisce nel perimetro delle Indicazioni Geografiche ma riguarda l’insieme delle denominazioni, delle pratiche produttive e del valore distintivo del modello agroalimentare europeo.
In questo contesto, “la possibilità di utilizzo di denominazioni come il Prosecco da parte di produttori australiani rappresenta un elemento di forte criticità. Si tratta di un accordo complessivamente equilibrato – conclude Cremonini – che rafforza un partenariato strategico anche sul piano delle materie prime. Sarà ora essenziale garantirne un’attuazione coerente con i principi di qualità e valorizzazione delle produzioni europee”.

