Roma, 26 mar. (askanews) – Federvini accoglie con favore il voto espresso oggi in plenaria dal Parlamento europeo sulle proposte legislative volte ad attuare gli aspetti tariffari dell’accordo commerciale tra Unione europea e Stati Uniti, raggiunto lo scorso luglio in Scozia. La decisione per Federvini rappresenta un passaggio significativo verso il superamento delle tensioni commerciali transatlantiche, segnando una ripresa concreta del dialogo tra le due sponde dell’Atlantico. Dopo una fase di stallo e incertezza, il voto del Parlamento europeo costituisce “un segnale positivo nella direzione di un confronto costruttivo e orientato alla stabilità”.
“Il voto odierno del Parlamento europeo rappresenta un segnale importante di responsabilità, che va nella direzione auspicata. Si tratta di un passo concreto che contribuisce a sbloccare una fase di incertezza e a ristabilire le condizioni per un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti – commenta il presidente di Federvini Giacomo Ponti – È ora fondamentale proseguire lungo questa strada, favorendo un confronto continuativo e strutturato tra le istituzioni europee e le autorità statunitensi”.
Per il settore vitivinicola “il rafforzamento di un quadro commerciale stabile e orientato alla progressiva eliminazione dei dazi rappresenta una priorità, a beneficio delle imprese e dei consumatori su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
Federvini sottolinea come sia essenziale preservare un quadro commerciale stabile per il settore dei vini, degli spiriti e degli aceti, fortemente esposti ai mercati internazionali e in particolare a quello statunitense, da sempre strategico per l’export del comparto.
Federvini incoraggia ora le istituzioni europee a proseguire speditamente nel confronto interistituzionale per giungere all’attuazione dell’accordo, consolidando i progressi compiuti ed evitando il riemergere di elementi di incertezza. La Federazione ribadisce infine l’importanza di mantenere aperto e costante il canale di dialogo con gli Stati Uniti, nella convinzione che solo attraverso un confronto continuo sia possibile costruire un contesto commerciale equo, stabile e favorevole alla crescita delle filiere produttive europee.

