Milano, 24 giu. (askanews) – Fèlsina celebra quest’anno i sessant’anni dall’arrivo della famiglia Poggiali nella storica fattoria di Castelnuovo Berardenga (Siena) e i quarant’anni di “Rancia” e “Fontalloro”, i due vini nati con la vendemmia 1983 e oggi presentati nell’annata 2023. Il doppio anniversario riporta al centro il percorso con cui l’azienda ha costruito una delle espressioni più riconoscibili del Sangiovese in questo tratto del Chianti Classico.
La fase contemporanea di Fèlsina si apre nel 1966, quando Domenico Poggiali acquista la tenuta situata nel punto più meridionale del Chianti Classico, in un’area di confine tra le ultime colline del comprensorio e l’apertura delle Crete Senesi. Da quel passaggio prende avvio una visione che individua proprio in questa parte di Toscana una vocazione specifica per il Sangiovese. Negli anni successivi Domenico Poggiali e il figlio Giuseppe ampliano la base aziendale con nuovi ettari e investimenti tecnologici, trasformando la storica fattoria in una moderna azienda vitivinicola. In questo percorso si inseriscono anche Giuseppe Mazzocolin e l’enologo Franco Bernabei, tra i protagonisti del lavoro di valorizzazione dei vigneti attraverso selezioni massali e vinificazioni di microzona. Oggi l’azienda è guidata da Giovanni Poggiali.
Il profilo di Fèlsina si lega strettamente alle caratteristiche di un paesaggio segnato da galestro, alberese, argille e sedimenti marini, in una combinazione di suoli, luce intensa e ventilazione costante che negli anni ha contribuito a definire l’identità dei vini aziendali. Attorno ai vigneti si sviluppa un’impostazione agricola più ampia, che comprende oliveti, boschi, seminativi e attività legate alla biodiversità del territorio.
Da questa impostazione prendono forma nel 1983 “Rancia” e “Fontalloro”, due interpretazioni del Sangiovese in purezza costruite sull’idea di lasciare al territorio e al tempo il compito di definirne il carattere. “Rancia” nasce dall’omonimo podere storico, da vigneti collocati tra i 370 e i 390 metri di altitudine su terreni calcarei particolarmente vocati. “Fontalloro” prende invece forma dall’unione di vigne situate dentro e fuori il Chianti Classico, raccontando la natura di confine di Fèlsina attraverso suoli e paesaggi differenti.
Nel tempo “Rancia” ha consolidato la propria riconoscibilità attorno a eleganza, profondità e capacità evolutiva, mentre “Fontalloro” ha definito il proprio profilo nell’equilibrio tra struttura, freschezza e tensione. Sono i due vini che più direttamente accompagnano il percorso con cui Fèlsina ha legato il proprio nome al Sangiovese e a Castelnuovo Berardenga.
Oggi Fèlsina si estende su 500 ettari complessivi, dei quali 72 vitati. Dal 2015 l’azienda è certificata biologica e porta avanti un lavoro centrato sulla fertilità naturale dei suoli e sull’equilibrio dell’ecosistema, in continuità con un approccio agricolo che resta uno dei cardini della sua identità.

