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Il femminicidio di Laura Papadia, marito condannato all’ergastolo

Il femminicidio di Laura Papadia, marito condannato all’ergastolo
Laura Papadia, palermitana vittima di femminicidio a Spoleto – fb

Nella precedente udienza l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero della procura di Spoleto Alessandro Tana, aveva chiesto per lui una condanna a 30 anni di reclusione. Dovrà pagare anche provvisionali ai familiari e alle parti civili

Ergastolo. A poco più di un anno dal delitto arriva la sentenza della corte d’assise di Terni all’agente di commercio Nicola Gialuca Romita, 48 anni, accusato del femminicidio della moglie, Laura Papadia.

La donna palermitana, 36 anni, venne strangolata in casa a Spoleto, in provincia di Perugia, il 26 marzo del 2025.

L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale. La sentenza di primo grado è stata emessa dalla Corte presieduta da Simona Tordelli (giudice a latere Biancamaria Bertan).

Nella precedente udienza l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero della procura di Spoleto Alessandro Tana, aveva chiesto per lui una condanna a 30 anni di reclusione. Oggi è arrivata la sentenza di carcere a vita per l’uomo.

La tesi dell’accusa

Secondo l’accusa, come si evince da Fanpage, la trentaseienne Laura Papadia fu strangolata in casa sua dal marito che aveva trasformato il legame in un rapporto oppressivo e non accettava il desiderio di maternità della donna essendo lui già padre da precedenti relazioni. “Non ha ucciso solo un essere umano, ma il sogno di maternità di una donna sana, Laura, che desiderava avere un figlio con lui, l’uomo che amava malgrado tutto”: aveva detto il pubblico ministero nella requisitoria.

Per il pm, l’omicidio avvenne al culmine di una lite la sera del 25 marzo 2025 ma nel contesto di un conflitto che da tempo divideva la coppia. L’autopsia ha stabilito che Laura morì per “asfissia acuta da strangolamento atipico”, compiuto “prima con le mani, poi con una mantellina con lacci”.

La sentenza di carcere a vita dopo due ore di camera di consiglio

ll pm della procura di Spoleto, come già accennato, aveva chiesto la condanna a 30 anni con concessione delle attenuanti generiche da riconoscere come equivalenti delle aggravanti del vincolo coniugale ma i giudici hanno sentenziato una pena più severa. Dopo circa due ore di camera di consiglio, hanno dichiarato l’imputato colpevole e decaduto dalla responsabilità genitoriale.

Romita condannato a pagare familiari e parti civili

Gianluca Romita condannato anche a pagare le parti civili con provvisionali immediatamente eseguibili di 100mila euro in favore del padre della vittima e di 50mila euro ciascuno per i fratelli di Laura Papadia. Risarcimenti anche per le altre parti civili che si erano costituite in giudizio, il Comune di Spoleto e l’associazione Per Marta e per tutte, a cui la Corte d’Assise ha riconosciuto rispettivamente 10mila euro e 8mila euro.

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