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Ferrari: ricavi +3%, margini in leggero calo. Titolo -4%

Ferrari: ricavi +3%, margini in leggero calo. Titolo -4%

Vigna: M.O. tiene, pronti su dazi Usa. Attesa per Bev Luce

Milano, 5 mag. (askanews) – Ferrari chiude il primo trimestre con ricavi in leggera crescita grazie a mix prodotto e personalizzazioni, ma con margini in lieve calo per l’effetto di maggiori costi, cambi negativi e dazi Usa. Nessun impatto al momento in Medio Oriente legato alla guerra in Iran: le consegne sono stabili, gli showroom aperti e gli ordini in crescita. Il gruppo di Maranello ha registrato ricavi netti in aumento del 3% a 1,85 miliardi di euro, risultato operativo in crescita dell’1% a 548 milioni e utile netto stabile a 413 milioni. Il margine Ebit si è attestato al 29,7%, in calo di 0,6 punti, mentre le consegne sono scese del 4,4% a 3.436 unità, come pianificato per agevolare il cambio di modelli.

Negativa la reazione in Borsa: il titolo Ferrari ha ceduto il 4% a 279 euro a Piazza Affari, in controtendenza rispetto al Ftse Mib, in rialzo di circa il 2%, e all’indice europeo dell’auto, poco mosso sopra la parità.

A sostenere la redditività sono stati personalizzazioni, mix geografico guidato dalle Americhe, mix prodotto, F80, Serie Speciali e attività racing. A frenarla, invece, maggiori ammortamenti per l’avvio dei nuovi modelli, minori consegne, minori vendite della 499P Modificata, più spese marketing, cambi negativi e dazi sulle importazioni negli Stati Uniti.

“I risultati sono solidi, la raccolta ordini è aumentata e si estende a fine 2027. I ricavi e la redditività sono in crescita, in linea con la guidance”, ha detto il ceo Benedetto Vigna durante la call con gli analisti. “Puntiamo sulla disciplina nell’esecuzione e nei costi, con un approccio flessibile e un team coeso. Restiamo concentrati sulle priorità di lungo periodo”.

Sul Medio Oriente, Vigna ha sottolineato che la raccolta ordini “resta forte e continua a crescere” e che le consegne sono rimaste stabili nella regione. Il gruppo, come indicato nel comunicato, ha gestito le consegne in modo flessibile grazie all’allocazione geografica, anticipandone alcune verso altre regioni. Gli showroom sono aperti e Ferrari continua a organizzare test drive, “più di 500” dall’inizio delle tensioni. Il ceo ha escluso effetti su forniture e costi: “Non abbiamo problemi di forniture e non vediamo pressioni inflattive”.

Sui dazi Usa e sull’ipotesi di aumento dal 15% al 25%, Vigna ha spiegato che Ferrari attende la decisione definitiva: “Siamo pronti. Aspettiamo la decisione definitiva e poi agiremo di conseguenza, mettendo sempre il cliente al centro”.

Il Ceo ha poi insistito sulla grande attesa per Ferrari Luce, la prima elettrica del Cavallino, che sarà presentata a Roma. L’evento, ha detto, è “overbooked” e la presentazione in tre step “ha alzato l’attenzione”. Luce “porta tanta tecnologia e passione, conta 60 brevetti” e “rappresenta il senso di quello che facciamo: sfidare il limite del possibile”. Riguardo invece le nuove regole di Formula 1, con una spinta crescente sul powertrain elettrico, Vigna ha confermato la strategia sulle tre alimentazioni: termico, ibrido ed elettrico. I cambiamenti di regolamento del campionato, ha precisato, “non hanno un impatto sulle nostre scelte per le auto da strada e sulla nostra strategia”.