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Festa della Repubblica, ordine da imitare

Festa della Repubblica, ordine da imitare
Foto Adnkronos

Quei doveri dimenticati

Vedere la sfilata ai Fori Imperiali della mattinata del 2 giugno di ogni anno rallegra, perché si percepisce il senso dell’organizzazione democratica del Paese, che è rappresentata da tutte le Forze Armate. Esse sfilano con ordine e con una cadenza ritmica precisa.

Stato e Governo: una differenza fondamentale che i cittadini devono conoscere

Queste immagini che si sono susseguite per tutta la mattina di martedì sono il cuore e la rappresentazione di come dovrebbe funzionare tutto lo Stato. Va precisata la differenza fra Stato e Governo: il primo rappresenta tutti i cinquantotto milioni di cittadine e cittadini; il secondo costituisce la parte politico-istituzionale, che provvisoriamente, invece, rappresenta una parte del Popolo. Proprio per questa ragione è portatore di interessi di parte. Tuttavia, una parte che ha il dovere di perseguire l’interesse generale e non il proprio.

Anche in questo caso bisogna osservare come, via via, il disinteresse dei cittadini per la Cosa pubblica ha svuotato il principio di Democrazia, secondo cui è proprio il Popolo a esprimere una maggioranza, destinata poi a governare mediante l’Esecutivo.

Quando questa maggioranza non esiste più, perché viene eletta solo da una parte della gente, ha luogo quella distorsione della Democrazia che noi abbiamo denominato “Minocrazia”, cioè la dittatura della minoranza.

Il modello della sfilata: merito, ordine e interesse generale per le istituzioni

Ma torniamo alla bella e ordinata sfilata dei Fori Imperiali. Così dovrebbero funzionare, ripetiamo, tutte le istituzioni: a tempo, senza sbavature o sfasature. Tutto questo potrebbe accadere solo se l’insieme delle istituzioni obbedissero al primo dovere che hanno e cioè quello di seguire il supremo principio etico dell’interesse generale, eliminando in tutto o in parte le distorsioni consistenti nella prevaricazione di gruppi egoistici, che attraggono risorse sottraendole al Popolo.

Il cuore di quanto diciamo è che tutti, ma proprio tutti coloro che rappresentano le istituzioni nei diversi livelli – cioè la parte politica e quella amministrativa -, rispondano al principio fondamentale del merito, vale a dire premiare chi fa bene il proprio dovere e punire senza mezzi termini chi, invece, lo viola, non servendo cittadine e cittadini, soprattutto quelli più deboli e più fragili.

Controllo sociale e informazione: gli strumenti dei cittadini contro corruzione e favoritismi

Perché questo obiettivo si raggiunga occorre anche che vi sia il controllo sociale, vale a dire che le cittadine e i cittadini rispettino per prima cosa i doveri, che – lo ricordiamo continuamente – vengono prima dei diritti. Quando la Comunità si disinteressa delle questioni che la riguardano (anche direttamente), danno spazio agli approfittatori, che invece occupano molto volentieri tale spazio.

Controllo sociale significa colpire gli egoisti, facendo emergere sempre la verità e colpendo chi mente. Per esempio, chi non paga le imposte è un delinquente e dovrebbe essere punito perché sottrae risorse altrui. Ecco cosa ci ha ispirato, fra le altre cose, la sfilata della Festa della Repubblica: i parassiti devono essere emarginati; i favoritismi, secondo i quali prevalgono amici e parenti, devono essere stroncati.

Ma come può accadere tutto ciò se i cittadini non intervengono sistematicamente? E, seconda domanda, come possono intervenire? Anche utilizzando quello strumento previsto dall’articolo 21 della Costituzione, che è l’informazione.

L’informazione obiettiva, imparziale, qualificata, bilanciata, portata all’attenzione di tutti dev’essere lo strumento con cui le “porcherie” vengono evidenziate ed emarginate: corruzione, favoritismi, truffe, criminalità organizzata, complicità di ogni genere che coinvolgono i politici o gli amministratori pubblici.

Un’amministrazione pubblica efficiente: l’antidoto ai virus della corruzione

L’Amministrazione pubblica dev’essere efficiente e funzionale con lo stesso ordine e con lo stesso ritmo con cui abbiamo visto sfilare centinaia di cittadini, perché solo così lo Stato può funzionare in modo obiettivo, efficiente ed equilibrato, eliminando virus e batteri della corruzione che infestano tutto il sistema del Paese.

Utopia? Non sappiamo, ma certo non si tratta di un ragionamento velleitario. Noi abbiamo il compito di evidenziare tutto quanto precede e sottoporne l’applicazione, come sempre, al libero arbitrio delle lettrici e dei lettori.