Festa in maschera - QdS

Festa in maschera

Pino Grimaldi

Festa in maschera

sabato 06 Giugno 2020 - 00:00

Per la 74/a volta si è celebrata la festa della Repubblica nata il 2 Giugno del 1946 e, come tale, istituita nel 1949, Presidente il monarchico Luigi Einaudi.
Festa degli Italiani, ma che ha avuto un “parto” distocico.
Si votò il 2 e 3 Giugno, sul referendum indetto con decreto luogotenenziale (16 Marzo 1946) da Umberto di Savoia – il 9 Maggio successivo, Re d’Italia – per scegliere con suffragio universale, repubblica o monarchia. Ed eleggere i membri della “Costituente” perché a risultati acquisiti redigano una costituzione da sostituire allo Statuto Albertino, vigente dal 17 Marzo 1861.
Su 45 milioni di abitanti, elettori 28 milioni, votanti quasi 25 milioni(89,08%). Nella notte tra il 4 ed il 5, De Gasperi primo ministro telefona al ministro della real casa per informarlo che la monarchia era in vantaggio.

Il giorno successivo situazione capovolta ed il “Corriere della Sera” del 6, titola “E’ nata la Repubblica Italiana”: scarto tra le due liste, circa due milioni di voti.

Il 10 Giugno la Suprema Corte di Cassazione da i risultati: Repubblica 12M,718mila – Monarchia 10M,718mila; dati provvisoriamente definitivi per una serie di contestazioni (non votarono Libia allora Italiana, province del Nord est, prigionieri, etc.) e rimanda al 18 Giugno comunicare i risultati assoluti e definitivi.

Il re informato dice che attende con serenità. Il governo, certo della vittoria, scalpita e nella notte tra il 10 e l’11 compie un atto, ancor oggi discusso, attribuendo a De Gasperi la posizione di Capo provvisorio dello Stato e fine di fatto della monarchia.

Il 12 Umberto scrive una lettera agli Italiani e pur protestando, per evitare una guerra civile lascia il Paese e va in esilio dopo avere sciolto dal giuramento al re tutte le forze armate del Paese,ed il 13, con l’onore delle armi – ma del Quirinale – prende l’aereo per il Portogallo.

Al dunque: il giorno in cui nasce la Repubblica o è il 13, partenza del re, o il 18, giorno in cui la Corte Suprema da i risultati definitivi, ma…non proclama la repubblica. L’anno successivo si festeggia il 2 Giugno ma è nel 1949 che il parlamento istituisce per quella data nascita e celebrazione. Ma nel 1961 la festa viene tenuta a Torino coincidendo con il centenario della unità d’Italia; 1963, Papa Giovanni XXIII morente fa slittare la festa al 4 novembre; nel 1977 viene deciso che la celebrazione avverrà la prima domenica di Giugno e solo nel 2001 viene stabilito che non è festa “mobile” ma fissa: il 2 Giugno da considerare festivo.

Quest’anno a Codogno in memoria delle tante vittime: tutti con maschera e distanziamento. Giusto.
Ma, al mattino, il protocollo poteva evitare al Capo dello Stato (cioè l’Italia!) che sale da solo la scalinata dell’Altare della Patria per rendere omaggio al Milite Ignoto ed ai due Corazzieri (Carabinieri: usi ad obbedir tacendo e tacendo morir) guardia d’onore in alta uniforme, di far loro indossare la “mascherina”.

In ambiente aperto e senza un cane attorno!

Per fortuna (non bendata)tout passe, tout casse, tout lasse.

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