Figc a Governo "sostenete sistema calcio, siamo a bivio" - QdS

Figc a Governo “sostenete sistema calcio, siamo a bivio”

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Figc a Governo “sostenete sistema calcio, siamo a bivio”

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venerdì 30 Luglio 2021 - 18:35

Da Via Allegri a Palazzo Chigi, si contano circa 4 km, ma il grido d'allarme lanciato dalla Figc è arrivato forte e chiaro

Da Via Allegri a Palazzo Chigi, si contano circa 4 km, ma il grido d’allarme lanciato dalla Figc è arrivato forte e chiaro.

In mattinata, con un documento ufficiale di 22 pagine inviato oggi alla presidenza del Consiglio dei Ministri, ai rappresentanti dei dicasteri di Economia e finanze, Salute e Sviluppo economico, nonché al sottosegretario allo Sport, viene analizzata nel dettaglio quella che è la situazione del mondo del pallone da dopo l’esplosione della pandemia.

“Siamo ad un bivio – ha dichiarato il presidente della Figc, Gabriele Gravina – dobbiamo agire con celerità per impedire che la crisi del calcio professionistico obblighi i club al blocco dell’attività. Non abbiamo chiesto ristori al Governo, piuttosto di riconoscerci l’importanza socio-economica che il calcio ha attraverso l’adozione di alcune misure urgenti per risollevare i club dalla crisi generata dal Covid-19”.

Basti pensare, infatti, a come ogni euro investito dal Governo nel calcio, generi un ritorno in termini fiscali pari a 17,3. Per questo dalla Figc sono arrivate ben otto richieste che possono dare una mano alle società professionistiche e non solo del nostro paese. La prima è l’apertura al 100% degli stadi per i possessori delle ‘certificazioni verdi Covid-19’ o, in subordine, di prendere in considerazione il concetto di ‘sedute alternate a scacchiera’ per un riempimento effettivo del 50% previsto attualmente per gli impianti all’aperto, ma ad oggi reso impraticabile dal distanziamento sociale che non consente negli stadi italiani di potersi sedere occupando un seggiolino si e uno no.

Tema complicato perché se il CTS dovesse cedere a una deroga simile si innescherebbe una reazione a catena anche negli altri settori (come la musica) che chiederebbero lo stesso trattamento. Per questo, in attesa del 4 agosto, quando andrà in scena l’incontro tra la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali; e i capi del calcio (Gravina), del basket (Petrucci) e della pallavolo (Manfredi), si proveranno a studiare tutta una serie di soluzioni diverse per chi avrà il ‘Green pass’ e chi no. Sul piede di guerra, infatti, ci sono anche le altre discipline sportive perché nei palazzetti al chiuso, ad esempio, la capienza è ridotta addirittura al 25%.

La Figc, intanto, ha mandato un primo segnale d’aiuto e altre richieste che si dividono tra proposte che potrebbero aiutare nel breve termine e altre nel medio periodo. Dall’introduzione di sgravi fiscali sui contratti dei professionisti alla creazione del “fondo salva calcio” attraverso la destinazione, sino al 30 giugno 2023, della quota dell’1% sul totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere, anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo che aiuterebbero a supportare il fabbisogno di cassa del calcio professionistico.

Sul tavolo, dalla Figc, è stata messa anche la proposta di eliminazione dei vincoli previsti dal Decreto Dignità con la reintroduzione della possibilità di siglare accordi di sponsorizzazione tra i club e le società appartenenti al settore dei giochi e delle scommesse, così come la richiesta di snellimento dei vincoli procedurali della Legge Melandri o il supporto per investimenti nella realizzazione, nello sviluppo e nell’ammodernamento dell’impiantistica sportiva. In ultimo si legge nel documento fatto recapitare al Governo, “si propone la concessione di garanzie e/o finanziamenti statali in relazione ad un ammontare di debito pari a 500 milioni da ripartirsi tra Serie A (360 milioni), Serie B (90 milioni), Lega Pro (60 milioni). L’utilizzo di tali somme sarà unicamente destinato allo sviluppo di un sistema sostenibile”. Tutte proposte avallate anche dal presidente della Lega di A Dal Pino che all’uscita dal Consiglio odierno ha ribadito come “la crisi prodotta dall’emergenza sanitaria e le misure restrittive conseguenti abbiano generato una rilevante crisi di liquidità nel calcio professionistico, mettendo in ginocchio un settore che può invece contribuire molto al rilancio del Paese da un punto di vista economico e sociale”.

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