Home » Inchiesta » Figli di mafia, la catena si spezza restituendo loro libertà di scegliere

Figli di mafia, la catena si spezza restituendo loro libertà di scegliere

Figli di mafia, la catena si spezza restituendo loro libertà di scegliere

Il progetto, che oggi coinvolge 200 ragazzi tra Reggio Calabria e Catania, è al centro della cabina di regia istituita dalla Regione siciliana. E ora si trova in discussione anche alla Camera dei deputati

CATANIA – Quanta umanità può esserci nella cella di un mafioso al 41bis? E quanta umanità può esserci sulla sella di un motorino guidato da un pusher 14enne che trasporta un carico di droga? Forse poca o forse quella del mondo intero. Ma la vera risposta è che manca la scelta o, meglio, la possibilità di scegliere, di valutare delle alternative. Dove lo Stato non arriva questa umanità viene a mancare. Dove lo Stato mette le radici, invece, può provare a fiorire.

Catania è la rappresentazione plastica di quanto sia facile affiliarsi a un clan, da piccoli, con le mansioni meno dignitose e di quanto al tempo stesso – una volta “appartenuti” – sia difficile scegliere un’altra vita. Così solo nei primi sei mesi del 2025 ci sono stati 15 tra arresti e denunce di minorenni per associazione a delinquere di stampo mafioso (da dati di Save the Children), proprio dove neanche la scuola – con tassi di dispersione scolastica che in alcuni quartieri superano il 40% – riesce ad arrivare.

Genitori “vittime e carnefici”: a Catania lo Stato prova a spezzare la catena mafiosa

Proprio qui dove gli stessi genitori, al tempo stesso “vittime e carnefici” come li ha definiti il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, sono responsabili del furto del futuro dei propri figli. E allora cosa può fare la differenza in queste vite? Lo Stato. E con lo Stato, gli anticorpi che le istituzioni possono creare. E Catania è la rappresentazione plastica anche di questo, dove grazie al progetto Liberi di scegliere “un nonno, un boss di livello apicale della criminalità organizzata, è diventato collaboratore di giustizia portando con sé tutti i suoi familiari” racconta Di Bella.

“Liberi di scegliere”: 200 minori, 34 madri e una legge regionale antimafia per cambiare destino

Il progetto “Liberi di scegliere” di cui il presidente Di Bella è ideatore e che è già una legge regionale antimafia (n. 24 del 5 giugno 2025) ha lo scopo di risignificare il potere dello Stato, quello di “portare speranza dove c’è rassegnazione” dice Di Bella. Sono attualmente 200 i minori coinvolti nel progetto tra Reggio Calabria e Catania. Trentaquattro le donne, le madri, di cui dodici catanesi, che grazie al protocollo hanno scelto di cambiare vita. Il cuore del protocollo è educare, prevenire e salvare i bambini da un destino mafioso: quando la situazione lo richiede, anche allontanando minori e donne dal nucleo familiare. Ma includendo, nella scelta, tutta la famiglia. Anche quando questo significa fare un videocollegamento con un 41bis.