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Filiera Foraggi: con chiusura Stretto Hormuz colpita erba medica

Filiera Foraggi: con chiusura Stretto Hormuz colpita erba medica

Tra 800 e 2.800 conaniner bloccati o coinvolti in ritardi

Roma, 31 mar. (askanews) – Il numero di container di erba medica disidratata europea attualmente coinvolti nei ritardi o nei blocchi di consegna causati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz a seguito della guerra USA-Iran oscilla tra 800 e 2.800 unità: complessivamente, in tempo di pace, il flusso annuo varia da 16.000 a 30.000 TEU (Twenty-foot Equivalent Unit) destinati ai Paesi del Golfo. Lo sottolinea il presidente di Aife/Filiera Italiana Foraggi, Gian Luca Bagnara: “stiamo monitorando la situazione giorno per giorno perché tutte le nostre aziende associate che hanno importanti rapporti commerciali con i Paesi del Golfo vivono momenti di grande preoccupazione, non solo per la merce che non può essere consegnata, ma anche in prospettiva futura”.

“I 57 container che erano in viaggio e dovevano essere scaricati in Kuwait e in Qatar per un totale di 10 clienti, sono stati dirottati dalla Compagnia di navigazione in India senza che venissimo interpellati al riguardo – aggiunge Manuel Carli, Responsabile commerciale del Gruppo Carli per gli Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Italia – E oltre a questa decisione arbitraria da parte della Compagnia di navigazione, che nasconde speculazioni di varia natura, oggi non abbiamo ancora la certezza che i container verranno scaricati, anche perché l’India non rientra nelle destinazioni del nostro mercato estero. Abbiamo calcolato che i costi aggiuntivi a cui dovremo far fronte potrebbero arrivare anche a 250mila euro”.

“Stiamo cercando destinazioni alternative – interviene Devis Carli, Responsabile commerciale del Gruppo Carli per l’area dei Paesi del Golfo e dell’Africa – ma non è così semplice e anche pensando di raggiungere la Cina dall’India attraversando territori che non sono in guerra, dobbiamo fare i conti con gli aumenti dei noli e del carburante, anche questi dettati solo da meccanismi speculativi”.

“Sono convinto che gli aumenti dei noli schizzeranno alle stelle – aggiunge Luciano Zuccarini dell’azienda La Vittoria srl di Chieti – e quello che preoccupa ancora di più è la mancanza di prospettive nel breve periodo. Avevamo 4 container pronti per partire dal porto di Ancona mentre altri 4 sono attualmente fermi nel Golfo: non sappiamo cosa fare se non tentare di farli rientrare: ma a quale costo? E chi, oggi, si assumerebbe il rischio di imbarcare la merce per una destinazione così pericolosa? La preoccupazione si somma all’incertezza e così diventa difficile per tutti lavorare”.

Le soluzioni? Sensibilizzare le Compagnie di navigazione a rimodulare le loro tariffe in base al valore della merce trasportata e fare pressione a livello europeo affinchè si interrompa il circolo delle speculazioni, che dai carburanti ai noli passando per le Compagnie di navigazione stanno gravando sui produttori grandi esportatori di erba medica disidratata.

“Questa situazione conferma quanto sia strategico per il nostro settore lo stretto di Hormuz attualmente di fatto bloccato – interviene il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Riccardo Severi – L’interruzione delle rotte sta generando gravi criticità logistiche ed economiche per le le nostre aziende associate e per l’intera filiera”.