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Filiera Italia: accordo Mercosur insoddisfacente, gravi lacune

Filiera Italia: accordo Mercosur insoddisfacente, gravi lacune

Dalla tutela inadeguata delle IG all’assenza di reciprocità

Roma, 9 gen. (askanews) – “Per essere frutto di una negoziazione durata 25 anni l’accordo appare insoddisfacente e lacunoso”. Questo il giudizio di Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia, che evidenzia numerosi aspetti negativi relativi all’accordo Ue-Mercosur, tra cui l’eccessiva lunghezza del phasing out per prodotti di Italian Sounding realizzati sul mercato dei Paesi Mercosur e l’assenza di regole efficaci di reciprocità a difesa delle filiere agroalimentari europee, dei cittadini e dei consumatori.

“Non siamo soddisfatti del fatto che bisognerà aspettare dai 7 ai 10 anni per escludere dal mercato prodotti a Italian sounding come la ‘mortadella tipo bologna’ o il ‘Reggianito’, che continueranno a fare concorrenza sleale alle nostre eccellenze Dop e Igp, contando che solo 58 sulle quasi 900 nostre IG sono protette dall’accordo, si tratta di 26 prodotti alimentari e 32 vini e bevande spiritose”.

“Inoltre – spiega Scordamaglia – l’accordo riduce sì i dazi ma non elimina le barriere non tariffarie sanitarie e fitosanitarie che invece, oltre al riconoscimento generico della regionalizzazione, rimangono in piedi ad ostacolare le nostre esportazioni di salumi carni ed altri prodotti di eccellenza”.

Ma soprattutto, secondo Filiera Italia, mancano dall’accordo i requisiti di reciprocità in particolare modo per le sostanze pericolose (fitofarmaci) vietate in Europa e consentite invece in quei Paesi e quindi nei prodotti (come limiti massimi di residui) esportati in Europa.

“Bene il Governo italiano che anche nell’incontro a Bruxelles di oggi ha ottenuto un miglioramento della clausola di salvaguardia e richiesto alla Commissione l’inserimento di più stringenti requisiti di reciprocità a tutela dei produttori e dei cittadini europei e ci auguriamo che su questo – aggiunge Scordamaglia – Von der Leyen non continui a latitare come fatto sino ad ora, trattandosi di misure che possono essere adottate unilateralmente dall’Europa anche ad accordo chiuso”, prosegue l’amministratore delegato che conclude: “sono correttivi fondamentali da introdurre subito, non solo per il Mercosur, ma per tutte le aree del mondo altrimenti verremo invasi da prodotti a basso standard, a basso costo e pericolosi, questo anche in vista di accordi commerciali ancora più a rischio da questo punto di vista come quello tra UE e India”.