Home » Askanews » Filiera Italia: etichettatura, bene idea revisione regolamento Fic

Filiera Italia: etichettatura, bene idea revisione regolamento Fic

Filiera Italia: etichettatura, bene idea revisione regolamento Fic

Richiesta avanzata da molti paesi al consiglio Agrifich

Roma, 26 gen. (askanews) – Filiera Italia ed Eat Europe accolgono con favore l’iniziativa assunta durante il Consiglio UE Agrifish da molti Stati membri dell’Unione europea, tra cui l’Italia, che hanno invitato la Commissione europea a rivedere il Regolamento europeo 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori (Regolamento FIC) e ad estendere l’obbligo di indicazione dell’origine a una gamma più ampia di prodotti agricoli e alimentari.

Gli Stati membri firmatari dell’appello chiedono una rapida revisione del Regolamento FIC che dovrebbe basarsi sull’esperienza maturata in alcuni Paesi, tra cui l’Italia in particolare, nell’attuazione delle norme sull’indicazione dell’origine degli ingredienti primari, che hanno rappresentato un importante passo avanti ma restano imperfette e applicate in modo disomogeneo in tutta l’Unione. In particolare, si invita la Commissione a dare priorità all’indicazione del Paese di origine, piuttosto che a riferimenti generici come “UE” o “non UE”, che non rispondono pienamente alle aspettative di trasparenza dei consumatori.

Eat Europe invita quindi la Commissione europea a cogliere questo slancio e ad agire senza indugio. Sebbene infatti la normativa UE preveda già l’obbligo di indicazione dell’origine per alcuni prodotti — come carni fresche, uova, frutta e verdura, miele, olio d’oliva, prodotti della pesca, vino e prodotti biologici — queste regole “restano frammentate e incomplete – spiegano – Esse non coprono tutte le materie prime, in particolare i prodotti di origine animale, e l’indicazione dell’origine degli ingredienti primari negli alimenti trasformati non è ancora sistematica”.

Per Filiera Italia e Eat Europe un’etichettatura dell’origine più chiara e completa “rafforzerebbe in modo significativo la fiducia dei consumatori, migliorerebbe la trasparenza e valorizzerebbe maggiormente i prodotti realizzati nel rispetto degli elevati standard europei. Inoltre, consentirebbe ai consumatori di compiere scelte di acquisto più informate e sostenibili, favorendo le filiere locali e i circuiti di distribuzione corti, e rafforzando al contempo la posizione degli agricoltori europei all’interno della filiera alimentare”.

“In un contesto segnato dalla moltiplicazione degli accordi commerciali, i consumatori europei sono sempre più attenti all’origine degli alimenti che acquistano e richiedono livelli più elevati di trasparenza. Una chiara indicazione del paese d’origine e non di una generica ed a volte fuorviante indicazione di origine UE-Non EU è inoltre essenziale per garantire una concorrenza leale e per riconoscere il valore economico, sociale e ambientale degli standard di produzione dell’UE”, ha detto Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia e Presidente di Eat Europe.