Roma, 16 giu. (askanews) – E’ bufera sul Cnr, alla terza audizione nelle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato sul fine vita. Questa mattina è stato ascoltato il presidente Andrea Lenzi, il quale ha ribadito che non risultano reperibili strumenti in commercio per l’auto-somministrazione di farmaci per il suicidio medicalmente assistito. Ma, di fronte alle domande dei senatori sulla donna toscana affetta da sclerosi multipla (chiamata sui media ‘Libera’), morta usando un prototipo di dispositivo a comando oculare messo a punto da un dipendente del Cnr, Lenzi ha risposto che lo strumento è stato utilizzato “su autorizzazione del tribunale di Firenze data direttamente – ha puntualizzato – a un dipendente del Cnr, i cui costi di produzione sono stati a carico dell’Asl toscana nordovest”.
Una risposta che ha sollevato le critiche di senatori di entrambi gli schieramenti. La capogruppo di Fi Stefania Craxi ha chiesto di ascoltare il dipendente, la sua richiesta è stata appoggiata dai gruppi di minoranza (dal Pd ad Avs passando per Iv). “Non è chiaro se questo macchinario sia stato realizzato nell’espletamento delle mansioni lavorative di questo dipendente. Ma è chiaro – ha sottolineato Stefania Craxi – che la sentenza della Corte ha sollecitato istituti terzi come il Cnr e che il legislatore ha la potestà di chiedere, con legge dello Stato, al Cnr questo dispositivo”. Poi, forse anche rivolta ai colleghi del centrodestra, in primis Fdi sinora ‘fredda’ sul dossier Fine vita, ha aggiunto: “Anche l’audizione di oggi dimostra comunque la necessità di arrivare al più presto a una legislazione nazionale per evitare il caos interpretativo in una materia così delicata”.
Per la dem Sandra Zampa, l’intervento di Lenzi rappresenta “uno dei più grotteschi casi nella storia recente del Parlamento. E sì che di vicende incredibili – ha detto – ne ho viste parecchie nei miei quasi 14 anni di attività parlamentare! Ma un presidente di Cnr, il principale ente di ricerca pubblico, disposto a mistificare la realtà anche mettendo a rischio la propria credibilità, non l’avevo mai incontrato. Sostenere che il dispositivo medico che è stato usato per Libera, in Toscana, grazie alla progettazione e produzione del Cnr, non è del Cnr, è incredibile”. Zampa ha ipotizzato che “l’obiettivo evidente non può che essere quello di trovare un argomento per non fare la legge oppure per farla a condizione che escluda il Ssn. Ciò che è accaduto oggi è grave e ciò che il presidente Lenzi ha sostenuto è molto offensivo nei confronti del Parlamento”.
All’attacco è andata anche Iv. Ivan Scalfarotto ha sollecitato le dimissioni di Lenzi: “Il presidente del Cnr ha dichiarato di non aver saputo nulla del dispositivo predisposto dentro il Cnr. O lo ignorava, e allora non controlla l’ente che dirige; o lo sapeva, e allora la lettera con cui il Cnr ha risposto al Parlamento (nella precedente audizione era stata inviata solo una memoria, n.d.r.), tacendo quel fatto, è stata gravemente omissiva. Al Cnr il Parlamento aveva chiesto un’informazione puntuale sulla disponibilità di simili dispositivi, e la risposta ha omesso l’unico fatto che contava: che quel dispositivo esiste, perché è stato predisposto dentro il Cnr ed è già stato utilizzato. Il Senato è stato lasciato senza un’informazione decisiva mentre esamina un provvedimento delicatissimo per la vita delle persone. Per il rispetto dovuto al Parlamento e per la credibilità del Cnr, il professor Lenzi rassegni le dimissioni”.
E’ intervenuta anche l’azzurra Daniela Ternullo: “l’audizione del presidente del Cnr, Andrea Lenzi, dimostra ancor di più la necessità di arrivare già nella presente legislatura ad una legge sul fine vita. E’ emerso un quadro applicativo delle sentenze della Consulta e delle ordinanze dei tribunali confuso e disordinato. Nel dibattito politico non possiamo dimenticare le attese di persone che soffrono e che chiedono una soluzione che rispetti la loro dignità”.

