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Il Fisco moderno tra servizi sempre più digitali e la necessità di supportare i soggetti più fragili

Il Fisco moderno tra servizi sempre più digitali e la necessità di supportare i soggetti più fragili

Un’analisi delle innovazioni portate avanti nel corso degli anni, che occorre continuare a implementare

È stata pubblicata sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate un’apposita guida dei servizi che possono agevolare i contribuenti nei rapporti con il Fisco. Anche le persone più ligie ai loro obblighi fiscali, infatti, con i tantissimi adempimenti previsti dalla legge e con la confusione normativa tributaria temono spesso di sbagliare e, sovente, ricevendo un avviso da un ufficio, temono di dovere pagare qualche somma o, quantomeno, di dovere iniziare il calvario della prenotazione per parlare con il funzionario incaricato dell’ufficio, per trovare i documenti necessari per giustificare la correttezza del proprio comportamento e, magari, alla fine, di dovere presentare ricorso presso la Corte di Giustizia tributaria, possibilmente pagando pure un terzo dell’imposta che, per legge è dovuta anche in caso di opposizione, salvo il diritto alla restituzione in caso di epilogo positivo della controversia. Il tutto, evidentemente e nella maggior parte dei casi, con la necessaria assistenza di un porofessionista del settore al quale va giustamente pagata la parcella per il lavoro svolto.

Eppure non è questo l’obiettivo che da molto tempo il Fisco moderno dichiara di volere perseguire. Oggi, diversamente dal passato, gli uffici fiscali, oltre a svolgere il proprio lavoro di contrasto all’evasione, sono chiamati pure a rendere numerosi servizi all’utenza, puntando principalmente alla “compliance fiscale”, ossia sollecitando l’adesione spontanea piuttosto che dover poi sanzionare l’evasione. Obiettivi però, che non sempre si riesce a raggiungere.

Evoluzione del Fisco italiano: dai vecchi tributi ai controlli digitali

È chiaro che il Fisco di oggi è completamente diverso da quello di cinquant’anni fa, quando con tributi come l’Ige (la principale imposta sui consumi), l’imposta complementare (progressiva sull’intero reddito del cittadino, che aveva il compito di assicurare i requisiti di progressività voluti dalla Costituzione), e la ricchezza mobile (quella inventata da Quintino Sella, che gravava sui redditi non fondiari), l’accertamento era più che altro empirico, approssimativo. Era certamente un sistema tributario poco sofisticato (principalmente a causa della mancanza di banche dati e di altri mezzi informatici idonei all’accertamento, nonché a causa dell’allora esistente segreto bancario), che si affidava alla spontaneità dei contribuenti i quali, spesso, dopo la presentazione dalla dichiarazione, ricevevano dall’Ufficio delle imposte una convocazione per “definire”, nella maggior parte attraverso un accordo (il cosiddetto “concordato”), l’imponibile sul quale pagare il tributo.

Oggi, invece, i sistemi dell’accertamento tributario sono diversi. Da un lato ci sono sistemi di controllo molto efficaci, come le indagini bancarie e l’enorme quantità di elementi reperibili attraverso le tante banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Dall’altro, ci sono nuove possibilità di definizione condivisa delle controversie, come il concordato preventivo biennale, le rinnovate regole sull’autotutela, le rateizzazioni molto più “elastiche” rispetto al passato, il ravvedimento operoso, e tanto altro ancora.

Cassetto fiscale, visure catastali e servizi online per i contribuenti

Sistemi che non solo puntano – giustamente – all’importantissimo obiettivo previsto dall’articolo 53 della nostra Costituzione, ossia far pagare i tributi in relazione alla capacità contributiva, ma rendono il Fisco più “accettato” dai cittadini (come pagamento dei servizi pubblici indivisibili), così come, in effetti, dovrebbe essere. Accanto all’attività di controllo, però, come è pure ben noto, gli uffici fiscali svolgono anche dei servizi ai cittadini che – probabilmente – una volta erano definiti solo contribuenti da tassare, ma che oggi sono considerati più che altro “utenti”. Tra questi ricordiamo principalmente il Cassetto fiscale, quel servizio che, tramite accesso all’area riservata con Spid o Cie, eventualmente anche incaricando una persona di fiducia, permette a ogni cittadino di prendere visione, in assoluta autonomia di dati anagrafici; dichiarazioni fiscali presentate; rimborsi; versamenti effettuati; atti registrati; eventuali comunicazioni dell’Agenzia di invito alla compliance e comunicazioni di irregolarità; crediti Iva, crediti agevolativi e contributi a fondo perduto.

Attraverso il Cassetto fiscale, è anche possibile pure conoscere i dati catastali degli immobili posseduti. In area libera, per esempio, attraverso il servizio “Consultazione rendite catastali”, inserendo i dati di un immobile è possibile conoscere per i fabbricati la consistenza e la rendita catastale, per i terreni la superficie, la qualità, il reddito dominicale e quello agrario.

In area riservata, invece, sempre gratuitamente, all’interno della sezione “Visure, planimetrie e ispezioni ipotecarie degli immobili”, ma solo per gli immobili dei quali si risulta titolare di diritti reali (proprietà, usufrutto o altro), è possibile eseguire: visura catastale attuale (con gli intestatari catastali) o storica (senza intestatari) per immobile; visura della mappa con la rappresentazione della particella censita al Catasto terreni; planimetria dell’unità immobiliare urbana. Sempre utilizzando il servizio citato è possibile eseguire pure l’ispezione ipotecaria relativamente ai registri, alle note e ai titoli con cui sono stati acquisiti/trasferiti i diritti sugli immobili e che sono depositati presso i Servizi di pubblicità immobiliare dell’Agenzia.

Molti servizi sono accessibili anche utilizzando l’app AgenziaEntrate, che può essere scaricata dai principali store. C’è pure un Servizio automatico per Informazioni a risposta automatica. E, per richiedere informazioni fiscali semplici e riceverle sul cellulare, è operativo un servizio Sms, al numero 3399942645, che consente di ricevere, in forma sintetica, informazioni su scadenze fiscali, codici tributo e in genere risposte a quesiti semplici.

Cartelle di pagamento e rateizzazione online con Agenzia delle Entrate-Riscossione

In materia di riscossione, con specifico riguardo alle Cartelle di pagamento, è possibile, on line, avere informazioni relative al pagamento (scadenza, modalità di pagamento, rateizzazione, possibilità di agevolazioni quali stralcio, rottamazione e definizione agevolata). Se si desidera rateizzare quando dovuto, all’interno dell’area riservata del sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile prendere atto dei pagamenti già effettuati e chiedere la dilazione nel numero delle rate prescelto.

Fisco digitale e cittadini fragili: il problema dell’accesso ai servizi

Fin qui tutto bene. Eppure il Fisco continua a fare paura. Non tutti, infatti, sono al passo con i sistemi moderni di comunicazione. Sono molte le persone, principalmente quelle più fragili, che hanno grosse difficoltà non solo per utilizzare i nuovi servizi offerti dall’Agenzia, ma anche per conoscere i problemi che, giustamente (ma qualche volta anche ingiustamente) fanno scattare l’esigenza del rapporto con l’ufficio. Ed è a questi soggetti che l’Agenzia delle Entrate, compresa quella che si occupa delle Riscossione, ma anche tutti gli altri uffici fiscali, come quelli che gestiscono i tributi locali, dovrebbero rivolgere maggiore attenzione, riservando, al pari dei professionisti, un canale privilegiato. Un canale che consenta, senza bisogno di tecnologia, il rapporto diretto tra funzionario e contribuente, favorendo quel dialogo sereno che possa pervenire alla soluzione (anche non favorevole all’interessato) della questione.

È veramente doloroso assistere a qualche rifiuto di ascolto di una persona anziana o disabile da parte dell’ufficio solo perché non sono state osservate tutte le regole previste per gli appuntamenti e gli accessi. La questione è veramente importante, più di qualunque servizio telematico offerto dall’Agenzia. Trovando una soluzione a questo problema, con un po’ di tolleranza in più a favore dei soggetti bisognosi, si favorirebbe l’adesione spontanea al Fisco non solo da parte di questi cittadini più fragili, ma anche da parte di tutti gli altri, consapevoli dell’esistenza di un sistema che concretamente è vicino ai cittadini, aiutandoli ad adempiere gli obblighi fiscali previsti dalla legge.