Roma, 10 nov. (askanews) – Le terme italiane cambiano pelle a Fiuggi, seconda città del Lazio per capacità ricettiva. Non più semplici luoghi di cura, ma autentici laboratori di salute rigenerativa, prevenzione e “longevità sana”, capaci di trainare innovazione e sviluppo economico. Con un invito all’azione: proporre Fiuggi, il cui ecosistema termale è stato scientificamente certificato, come prima destinazione slow. È la visione emersa dal convegno “Dalla ricerca del benessere alla scoperta della salute”, che ha riunito all’Ambasciatori Place Hotel, nella cittadina ciociara in provincia di Frosinone, professionisti del settore, operatori turistici e amministratori.
Promosso dall’Associazione ProFiuggi, che riunisce oltre 60 operatori della filiera turistica locale, l’evento ha segnato l’avvio di un percorso strategico di confronto permanente sul futuro del termalismo. Un settore che in Italia, informa una nota, rappresenta una delle più antiche forme di medicina naturale, con 317 stabilimenti attivi e una quota del 15,9% del mercato termale europeo (dati Federterme 2024).
“Vogliamo farne un appuntamento annuale sul termalismo e un punto di partenza per un percorso di confronto stabile tra gli attori del territorio”, ha dichiarato Antonio Russo, Presidente di ProFiuggi. “Nel 2026 il progetto proseguirà con tre cluster tematici dedicati a outdoor, enogastronomia e cultura, per rafforzare la collaborazione tra imprese, territorio e comunità”. L’approccio sistemico rispecchia la nuova visione del termalismo come luogo di prevenzione, longevità e salute, con potenziale anche per la Silver Economy.
Quattro i pilastri emersi: la salute intesa come prevenzione, per una “longevità sana”, in cui l’individuo diventa protagonista del proprio star bene; il valore della cura idropinica e l’ecosistema termale certificato di Fiuggi come modello scientifico; il ruolo della natura intesa come biofilia, il bisogno innato di connessione con l’ambiente naturale; una nuova visione del turismo, da soggetto estrattore di valore a soggetto generatore di valore.
A livello istituzionale, Aurelio Crudeli, Direttore Generale Federterme, ha presentato la piattaforma europea Italcares, co-finanziata dal Ministero del Turismo, che si conferma come la prima infrastruttura digitale che valorizza la salute italiana. Nata dall’esigenza di creare flussi di “turisti della salute”, punta a renderla “un asset strategico del ‘made in Italy’, posizionando l’Italia come destinazione leader europea della longevità attiva”.
La piattaforma, operativa dal 2024, mette a sistema oltre 100 strutture termali e sanitarie d’eccellenza, con circa 300 specialità cliniche e programmi di prevenzione e longevità, connesse al Tourism Digital Hub e al progetto Italian Golden Age, che promuove soggiorni di lungo periodo per senior internazionali nei borghi termali italiani.
“Stiamo comprendendo finalmente un’idea di salute intesa come prendersi cura di sé, sempre, ed è questa salute che ci accompagna verso la longevità sana”, ha spiegato Paola Rizzitelli, Wellness Economy Strategist e moderatrice della giornata. “Cercando il benessere entriamo in un percorso trasformativo che ci conduce naturalmente alla salute. Il termalismo può essere oggi una vera frontiera del futuro: un laboratorio di innovazione sociale, ambientale ed economica”.
Il cambio di paradigma è netto: il turismo medicale e il turismo del benessere si potenziano, con un’alleanza tra acqua termale, natura e medicina forestale. “Al centro non c’è più il paziente passivo, ma un individuo attivo e protagonista del proprio percorso di salute. È necessario andare oltre la logica della semplice cura del sintomo. Anche il medico termale deve entrare nel futuro e avere un’idea sistemica, una visione olistica. In quest’ottica i centri termali possono diventare strutture di prima istanza per la prevenzione, ancor prima dell’intervento delle strutture ospedaliere”, ha sottolineato il Dr. Vincenzo Primitivo, esperto in Longevity Medicine.
In relazione alla peculiarità dell’ecosistema locale, Daniela Merletti, Direttrice sanitaria delle Terme di Fiuggi, ha illustrato la certificazione scientifica della città e il ruolo dell’acqua termale. “Una ricerca del 2017 ha dimostrato come l’ecosistema del castagneto della Valle Anticolana sia responsabile dell’arricchimento qualitativo dell’Acqua Fiuggi, grazie agli acidi fulvici”. “Questa interconnessione tra ambiente e salute – ha sottolineato Merletti – rende le Terme una proposta di valore unica per la prevenzione e la longevità”. “Alle Terme di Fiuggi – ha aggiunto-, si identificano tre profili principali di ‘turisti del benessere’ che riconoscono nella cura idropinica – l’assunzione di acqua termale a fini terapeutici – la base del proprio equilibrio psicofisico: pazienti con prescrizione medica, ospiti stranieri che soggiornano per circa 20 giorni per trattamenti specifici, e visitatori internazionali senza patologie che scelgono Fiuggi per percorsi di prevenzione e benessere”.

