Milano, 22 apr. (askanews) – “Il Sabato del Vignaiolo” cambia formato e nel 2026 diventa un calendario diffuso in tutta Italia, con 21 appuntamenti distribuiti nei sabati di maggio a partire dal 2 maggio. L’iniziativa della Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) supera la formula della singola giornata nazionale e costruisce un programma più articolato, pensato per raccontare i territori attraverso degustazioni, incontri con i produttori e momenti di approfondimento.
La scelta di distribuire gli eventi su quattro fine settimana nasce dalla volontà di tenere conto della diversità climatica e meteorologica della penisola. La nuova impostazione permette anche una maggiore collaborazione tra le Delegazioni locali, con la possibilità per molte di loro di accogliere soci provenienti da altre regioni e di proporre degustazioni incrociate quando il calendario lo consente.
All’edizione 2026 aderiscono 21 Delegazioni locali Fivi sulle 31 attualmente presenti. Asti, Alta Toscana e Costa Toscana partecipano per la prima volta con un proprio ruolo organizzativo. Gli appuntamenti si svolgeranno in 15 contesti diversi, tra Cantine e aziende agricole dei soci, musei, monumenti storici, piazze di capoluoghi e Punti di affezione della Federazione. Il programma coinvolge Abruzzo-Molise, Alessandria, Alta Toscana, Asti, Calabria, Chianti Classico-San Gimignano, Costa Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Modena-Reggio Emilia, Oltrepò Pavese, Piacenza, Puglia, Romagna, Sicilia, Treviso e Verona, insieme con Langhe e Roero, che proporranno un evento congiunto.
Il cuore della manifestazione resta quello dei banchi d’assaggio, dove i vignaioli e le vignaiole indipendenti incontrano il pubblico e raccontano direttamente il proprio lavoro, i vini e i valori della Federazione che conta oggi oltre 1.800 soci. Ogni appuntamento avrà un programma autonomo, costruito dalle singole Delegazioni in base al territorio e al luogo ospitante.
Accanto alle degustazioni potranno trovare spazio masterclass, incontri di approfondimento, vendita diretta dei vini, presenza di artigiani locali, proposte gastronomiche legate ai prodotti del territorio, interventi musicali e momenti culturali. La formula lascia quindi alle Delegazioni un margine ampio di costruzione del programma, mantenendo come elemento comune il rapporto diretto tra produttori e pubblico.

