Roma, 15 apr. (askanews) – Flightright, la piattaforma per la tutela dei diritti dei passeggeri aerei, ha analizzato la puntualità dei voli durante l’ultima settimana di Pasqua in Italia, rilevando che oltre 1 volo su 3 ha accumulato ritardi. Dati che arrivano in un momento non casuale: il 20 aprile si apriranno i negoziati del Comitato di conciliazione sulla riforma del regolamento UE sui diritti dei passeggeri aerei e le decisioni che verranno prese nelle prossime settimane potrebbero ridurre significativamente le compensazioni e le tutele a disposizione di milioni di viaggiatori europei.
Dopo quasi 13 anni di stallo, dichiara la società in una nota, la riforma del regolamento sui diritti dei passeggeri aerei entra nella sua fase finale. Il 20 aprile 2026 infatti si aprirà la prima sessione del Comitato di conciliazione, l’organo che dovrà trovare un accordo tra Parlamento europeo e Consiglio dell’UE. Le trattative dovranno concludersi entro il 15 giugno 2026: successivamente, il risultato dovrà essere ratificato da entrambe le istituzioni.
Il punto critico è che la proposta attualmente sul tavolo – fin dalla sua formulazione iniziale nel 2013 – prevede un significativo indebolimento delle tutele esistenti. Tra le misure più preoccupanti: l’innalzamento della soglia dei ritardi che dà diritto alla compensazione, la riduzione degli importi risarcitori e una definizione più restrittiva delle “circostanze eccezionali” che esonererebbero le compagnie dal pagare.
In questo contesto, Flightright richiama l’attenzione sull’impatto concreto che eventuali modifiche normative potrebbero avere sui viaggiatori. Fondata nel 2010 da Philipp Kadelbach e guidata dal 2021 dal CEO Jan-Frederik Arnold, l’azienda supporta ogni anno milioni di passeggeri nel far valere i propri diritti in caso di ritardi, cancellazioni e negato imbarco, sulla base del Regolamento (CE) n. 261/2004.
Ad oggi, Flightright ha ottenuto oltre 700 milioni di euro di risarcimenti per i passeggeri, e più di 17 milioni di consumatori si sono già avvalsi della sua offerta digitale. Nell’ambito dell’economia digitale, il servizio rientra nella categoria “Justice as a Service” per rendere l’accesso alla giustizia digitale rapido e privo di rischi finanziari. In qualità di membro fondatore di APRA (“Association of Passenger Rights Advocates”), l’azienda partecipa attivamente al dibattito istituzionale europeo.
Per dimostrare l’urgenza di mantenere tutele efficaci, Flightright presenta un’analisi comparativa dei disservizi in Italia. Il portale ha confrontato i dati interni relativi ai ritardi aerei nella settimana di Pasqua del 2026 rispetto al 2025: nell’arco di un anno, a parità di ricorrenza, i ritardi sono addirittura aumentati, passando dal 33,5% al 35,1%.
A livello di singole compagnie, il 2026 evidenzia un peggioramento diffuso delle performance. ITA Airways registra l’incremento più significativo, passando dal 38% al 46% di voli in ritardo superiore ai 15 minuti (quasi 1 su 2), seguita da Ryanair che si mantiene su livelli costantemente elevati (circa 41% in entrambi gli anni), mentre Wizz Air mostra il deterioramento più marcato, con un raddoppio dei ritardi dal 19% al 39%.
Per quanto riguarda gli aeroporti, se nel 2025 le criticità risultavano concentrate in alcuni scali, con picchi prossimi al 50% presso l’Aeroporto di Pisa (48,6%) e l’Aeroporto di Lamezia Terme (48,1%), nel 2026 il fenomeno appare più diffuso e coinvolge anche grandi hub come l’Aeroporto di Roma Fiumicino (41,4%), che si posiziona al primo posto tra gli aeroporti con le performance peggiori durante la settimana di Pasqua. Seguono l’Aeroporto di Brindisi (41%) e l’Aeroporto di Catania (39%).
Secondo Flightright, indebolire le norme attuali, come richiesto da parte del Consiglio, significherebbe eliminare l’unico vero incentivo alla puntualità rimasto in mano ai consumatori.
Le compagnie aeree sostengono che diritti più deboli significherebbero maggiore flessibilità operativa e, di conseguenza, meno ritardi. “Le norme attuali incentivano le compagnie aeree a portare i passeggeri a destinazione con il minor ritardo possibile – dichiara Jan-Frederik Arnold, CEO di Flightright. “Uno studio indipendente ha dimostrato che i ritardi superiori alle tre ore sono quasi il 70% in meno quando il volo è coperto dal regolamento che tutela i passeggeri aerei. Chi sostiene il contrario non ha le prove dalla sua parte”.
E sulla riforma in corso, Arnold afferma: “I maggiori rischi per i passeggeri riguardano la soglia dei ritardi, l’importo delle compensazioni e la definizione delle circostanze eccezionali. Qualsiasi avvicinamento della posizione del Parlamento a quella del Consiglio rappresenterebbe un indebolimento rispetto al livello di tutela attuale”.

