Roma, 1 apr. (askanews) – La mancata qualificazione della nazionale italiana di calcio ai mondiali arriva in Aula alla Camera.
In apertura di seduta Salvatore Caiata (Fdi) ha chiesto una “informativa urgente del ministro Abodi sulla mancata qualificazione mondiali dell’Italia per la terza volta consecutiva. Non è un pesce d’aprile ma una tristissima realtà. Gravina è diretto responsabile del fallimento sportivo e del fallimento del calcio italiano. Ha privato un’intera nazione di un sogno”.
Anche Mauro Berruto (Pd) chiede che Abodi riferisca, ma spostando il focus. “E’ facile – ha detto – intervenire oggi, le dimissioni di Gravina non vanno richieste ma sarebbero un atto di dignità”. Ma “la maggioranza dove era quando oltre alle responsabilità della Federazione, gravissime, si ragionava della Lega calcio? Erano dove si dovevano far eleggere due rappresentanti di quel mondo, due senatori, uno presidente di una società di serie A”. Nel calcio italiano oggi arrivano “centinaia di stranieri scarsi” e se la “Federazione ha una responsabilità” perchè “può decidere il numero dei calciatori italiani da tenere in campo”, il problema è che “acquistare un giocatore straniero costa un quarto dal punto di vista fiscale. Mi interesserebbe ascoltare Abodi su ragioni e corretivi che possiamo immaginare”.
Non si è associato alla richiesta di informativa di Abodi Marco Grimaldi (Avs). “Servirebbe – ha argomentato – una rivoluzione generale con società che restituiscano ai propri territori e al paese. Ormai il calcio è un mercato capitalistico di petrodollari e fondi speculativi e noi vogliamo un altro calcio. Tre generazioni di italiani non hanno visto la nazionale ai mondiali… Dispiace ma dispiace soprattutto a chi è ossessionato dal calcio. Ma questa è la politica? Guardare i nostri vecchi sogni? Le nuove generazioni hanno visto altro: il primo italiano che ha vinto i 100 metri alle Olimpiadi, la coppa Davis con Sinner e senza Sinner, le nostre grandi sciatrici. Gli sport sono questi. Convocate Abodi, pretendete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete”.

