Sale la preoccupazione per il focolaio di meningite B diffusosi in Gran Bretagna nelle ultime settimane. Il bilancio attuale parla di due vittime: uno studente universitario di 21 anni e una ragazza di 13. Almeno altri 11 giovani sono ricoverati in condizioni serie. Il focolaio di monsi è sviluppato nell’area di Canterbury, coinvolgendo il campus della University of Kent e tre scuole della zona. Le attività scolastiche e universitarie sono state in gran parte sospese. Intanto centinaia di studenti si sono messi in fila per ricevere antibiotici a scopo precauzionale. Il servizio sanitario britannico sta contattando migliaia di persone per fornire indicazioni e proporre test preventivi.
Ceppo identificato
Dopo le prime incertezze, gli scienziati hanno individuato il batterio responsabile. Si tratta del ceppo MenB, una forma rara ma particolarmente aggressiva. L’identificazione ha permesso di attivare protocolli più mirati. Resta alta l’allerta per il rischio che il contagio si allarghi oltre l’area colpita. Preoccupa soprattutto il possibile spostamento degli studenti in vista delle vacanze di Pasqua. La trasmissione, spiegano gli esperti, avviene però solo con contatti ravvicinati e prolungati.
Nessun ritardo
La UK Health Security Agency respinge le accuse di sottovalutazione. “Abbiamo preso la situazione estremamente sul serio”, ha detto Gayatri Amirthalingam alla Bbc. “Il focolaio, per quanto gravi e devastanti ne siano stati gli effetti, rimane al momento circoscritto strettamente nell’area di Canterbury e nel Kent”. Il ministro della Sanità Wes Streeting ha definito l’episodio “senza precedenti” in Parlamento. Ha annunciato una risposta su vasta scala e la disponibilità di vaccini per tutti gli studenti coinvolti.
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