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Fondi Fesr 2021-2027, la Regione Siciliana punta sui poli scientifici: oltre 97 milioni per potenziarli

Fondi Fesr 2021-2027, la Regione Siciliana punta sui poli scientifici: oltre 97 milioni per potenziarli
Palazzo d’Orleans, sede della Regione Siciliana. Credit: Imagoeconomica

L’Isola hub dell’innovazione, pronta la rete delle nuove infrastrutture. Dall’Ia di Ismett alla fisica dell’Infn: approvata la graduatoria per trasformare la ricerca in economia

La Regione Siciliana punta con decisione su ricerca e innovazione e lo fa attraverso un intervento strategico, destinato a rafforzare le infrastrutture scientifiche del territorio. Con il decreto dirigenziale generale numero 1037 è stata infatti approvata la graduatoria provvisoria dei progetti ammessi nell’ambito dell’azione 1.1.4 del Programma regionale Fesr Sicilia 2021-2027, dedicata al sostegno delle infrastrutture di ricerca.

Non si tratta di un semplice finanziamento, ma di un investimento strutturale che mira a cambiare il volto della ricerca in Sicilia. L’obiettivo è rafforzare laboratori, piattaforme tecnologiche e reti tra università, enti scientifici e imprese, creando un sistema capace di produrre innovazione concreta e ricadute economiche sul territorio. In altre parole, si punta a costruire un ecosistema in cui la ricerca non resti chiusa nei centri accademici, ma diventi motore di sviluppo.

Le infrastrutture di ricerca: cosa sono

Le cosiddette “infrastrutture di ricerca” rappresentano infatti molto più di edifici o strumenti: sono ambienti altamente specializzati in cui si sviluppano tecnologie avanzate, si sperimentano soluzioni innovative e si formano competenze altamente qualificate. È qui che nascono nuovi modelli di sviluppo nei settori strategici, dalla sanità all’ambiente, dall’energia alle tecnologie digitali. In questo contesto si inseriscono i progetti inseriti nella graduatoria provvisoria, che fotografano bene le priorità scientifiche e industriali della Sicilia.

In cima alla lista si trova Ri-Health, promosso da Ismett, un progetto che guarda alla sanità del futuro attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare diagnosi, cure e gestione dei dati clinici.

Subito dopo si colloca Green-Eri del Cerisvi, che punta su energie rinnovabili, sostenibilità ed efficienza energetica, temi sempre più centrali nelle politiche europee.

Terzo posto per KM3Ne(X)T dell’istituto nazionale di fisica nucleare, un’infrastruttura di ricerca d’avanguardia legata allo studio dei neutrini e alle osservazioni sottomarine, con ricadute importanti anche sul piano tecnologico.

Ci sono anche il Cnr e le università di Messina, Palermo e Catania

Tra i progetti ammessi figurano anche iniziative di grande rilievo come EI-NanoGreen del Cnr, dedicato ai materiali innovativi e sostenibili, Panacea dell’università di Catania, focalizzato sulle nanotecnologie applicate alla salute, e FeedMe dell’università di Messina, che mette al centro il rapporto tra alimentazione, ambiente e sviluppo del Mediterraneo.

Non mancano proposte che integrano ricerca e territorio, come Atelier dell’università di Palermo, pensato per rafforzare il legame tra scienze della vita e sistema produttivo, Astra dell’Inaf che unisce astronomia e intelligenza artificiale, e Blu-net dell’Ogs, orientato al monitoraggio ambientale e alla tutela degli ecosistemi marini.

Fondi incrementati

A rendere ancora più significativo l’intervento è anche la dimensione economica: la dotazione finanziaria, inizialmente pari a circa 68 milioni di euro, è stata incrementata fino a superare i 97 milioni, segno di una scelta politica chiara a favore della ricerca come leva di crescita. La graduatoria approvata è al momento provvisoria: i soggetti coinvolti potranno presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni, prima della pubblicazione definitiva.

Ma il segnale è già evidente. La Regione Siciliana scommette su innovazione, tecnologia e conoscenza per costruire un futuro più competitivo. In un contesto internazionale sempre più complesso, investire nella ricerca significa infatti attrarre competenze, creare lavoro qualificato e trattenere i giovani talenti. Ed è proprio su questo terreno che si gioca una delle sfide più importanti per lo sviluppo dell’isola nei prossimi anni.

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